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giovedì 14 giugno 2012

Festeggiamenti, ancora!

(sperando che il marito si sia ricordato di portarli all'asilo, stamattina)

E oggi festeggiamo la fine del primo anno di asilo nido di Giulio.
Un anno fatto di giochi e opere d'arte (quadri impressionisti con colori naturali tipo spinaci e barbabietole, per lo più), scontri di varia intensità con gli altri bambini e segni di morsi e testate, bacilli pericolosi come mine vaganti, merende rubate ai vicini di tavolo e soprattutto urla e sorrisi.

Ho portato un bacarozzo ciccione che a malapena stava seduto e mi ritrovo un ometto che smania per giocare a calcio con i più grandi, pretende di mangiare da solo e riempie di baci bavosi le maestre.
Maestre che confessano di sudare sette camicie per stargli dietro e si lamentano bonariamente dei decibel che riesce a produrre, ma quando lo guardano hanno gli occhi a cuoricino tipo Spank.

E allora grazie, ragazze.

giovedì 24 maggio 2012

Colpo di fulmine

A seguito di un acquisto compulsivo su Amazon, abbiamo scoperto Roald Dahl...ma dov'era stato finora? Perché non sapevo della sua esistenza? Cosa mi sono persa finora!
Adesso filate tutti a leggerlo ai vostri bambini, perché è assolutamente geniale.
Non c'è da aspettarsi la solita storia a lieto fine, colma di buoni sentimenti, né personaggi inequivocabilmente connotati (il buono e il cattivo, il mostro e la principessa ecc.) o insegnamenti morali.
C'è un umorismo nero, un po' grottesco, spesso politicamente scorretto, ma enormemente divertente e pieno di fantasia e invenzioni.
Questi due libri sono consigliati dai 7 anni, ma la mia piccola quattrenne li ha adorati!

La magica medicina, di R. Dahl


Ci sono un nipotino e una nonna, anziana e malata, una nonnina gentile, che sforna torte e racconta storie...ma nemmeno per sogno!!!
La nonna di George è bisbetica, prepotente, dispettosa e viene pure il sospetto che possa essere una strega...!
George è un bravo ragazzo, ma insomma, proprio non la sopporta!
Un giorno che si trovano da soli in casa e deve occupersi di portarle la medicina, decide di prepararle uno sciroppino "speciale" di sua invenzione....e allora sì che le cose cambiano!


lunedì 23 aprile 2012

Mamma, leggi ancora! Ancora un pezzettino!

Ormai le nostre sessioni di lettura sono limitate ai ritagli di tempo in cui il piccolo Godzilla dorme, pena la distruzione di qualsiasi oggetto cartaceo.
Per fortuna che dorme parecchio, quindi il tempo lo troviamo.

Abbaiare stanca, di D. Pennac

Mi sono pazzamente innamorata di Pennac una quindicina di anni fa, ai tempi dell'Università, quando sfornava un libro della saga Malaussène all'anno.
Me li bevevo letteralmente, sghignazzando da sola e stupendomi continuamente della sua ironia noir, della sua prosa travolgente, della sua capacità di creare personaggi, scenari e intrecci complessissimi eppure assolutamente affascinanti.
E vogliamo parlare dei Diritti imprescindibili del lettore?
 
E niente, non appena Anna è stata in grado di reggere la lettura di libri "veri" mi sono procacciata qualche titolo di Pennac per ragazzi (ce ne sono diversi!).
 
Questa è la storia di un cane. Un cane comune, bruttarello, nato randagio e vissuto in una discarica finché viene rinchiuso in un canile e successivamente adottato da una famiglia. Ma il lieto fine tarda ad arrivare, prima ci sono parecchie difficoltà da superare, lezioni da imparare, legami da stringere e sciogliere.
 
E' la storia di un cane, narrata da un cane che guarda il mondo e gli esseri umani con i suoi occhi e soprattutto li annusa, li ascolta, si gode le loro carezze e si busca i loro calci. 
E giudica il mondo e gli esseri umani, e li ama, con il suo semplice cuore di cane.
E ci sono avventure, paure, amicizie indistruttibili e amori impossibili, vendette e sorprese.
Ululati e miagolii.
 
Pennac non delude nemmeno quando si rivolge ai bambini: la storia tiene il loro cuore avvinto alle vicende del protagonista, impazienti di sapere cosa succede, se alla fine starà bene, se troverà il porto sicuro di un amore che sia davvero per sempre. E c'è tanto da ridere, perché i comprimari (cani, gatti, umani) sono spassosi, affascinanti, bizzarri.
 
E alla fine, ovviamente, oltre al cavallo di Pippi, Anna vuole anche un cane.
 
Abbaiare stanca. La forza non conta niente nella vita. Saper schivare è quello che conta.

giovedì 5 aprile 2012

Correndo. Troppo.

Ci sono periodi come questo, in cui le ore del giorno sembrano non bastare, e annaspo, corro, faccio e disfaccio programmi e liste di impegni, mi rodo perché non ho avuto tempo, avrei dovuto, avrei potuto, vorrei ma non riesco, mi perdo in cose apparentemente piccole ma che forse piccole non sono, mi arrabbio e non dovrei ma non riesco a evitarlo.

E corro corro corro, il mattino diventa sera in un baleno e si ricomincia.

Ci sono periodi come questo, che bisognerebbe solo uscire al mattino presto per respirare l'aria di primavera, e farsi baciare dal sole e abbracciarsi e rotolarsi nell'erba: le scrivo e sembrano bucoliche banalità, e invece è quello che vorrebbe il mio cuore.  

 E ci sono loro, e le ore che passiamo lontani, e quelle che passiamo vicini ma siamo stanchi, preoccupati e ansiosi. 


Anna che ha imparato a scrivere il suo nome e da un mese disegna solo casette rotonde e colorate.

Giulio che ha imparato a baciare e bacia bacia bacia, e ogni bacio che mi dà mi fa tremare il cuore.

mercoledì 21 marzo 2012

Piccole lettrici crescono

L'influenza ci ha segregate in casa sole solette per sette lunghi giorni, e fra un capriccio e l'altro, un aresol e un antibiotico, un cartone e l'altro una sessione di yoga e l'altra abbiamo avuto tutto il tempo per leggere e leggere e ancora leggere...entrambe spaparanzate sul divano, fra i cuscini, con una calda copertina addosso e magari un biscottino da sgranocchiare.

E ieri sera abbiamo letto l'ultima pagina, ridendo divertite anche se un po' dispiaciute che fosse finito.

Pippi Calzelunghe, di A. Lindgren

Anche se mi spremessi il cervello fino a domani non riuscirei a dire niente di originale e non già detto su questa buffa e imprevedibile bambina con le lentiggini e le treccine rosse.

Pippi è coraggiosa e autonoma: vive da sola ma non ha paura di niente, cucina da Dio e si occupa della casa e gestisce tranquillamente il suo piccolo gruzzolo di monete d'oro!

Pippi è smisuratamente forte: riesce a sollevare un cavallo senza nessuno sforzo! Ma in genere usa la sua forza per difendere sè e gli altri dai cattivi, o per divertirsi un po'.

Pippi è un po' strana: dormire coi piedi sul cuscino o tuffarsi di testa nelle pozzanghere non è roba da tutti.

Pippi è un'amica generosa e leale, non ha pregiudizi né chiusure verso niente e nessuno, è limpida e accogliente come solo i bambini sanno essere quando sono veramente "liberi".

Pippi è anticonformista: non accetta come risposta "questo non si fa perché non sta bene". Lei chiede sempre "perché", e se la risposta non è soddisfacente, beh...

La Princi è una grandissima fan di Pippi: è assolutamente stregata da questo strano mix di trasgressione e positività, e se a volte resta un po' a bocca aperta per certi comportamenti "politicamente scorretti" (ma come, Pippi non va a scuola? e va a letto tardissimo, quando vuole lei? prende a calci nel sedere I POLIZIOTTI? Si arrampica sul tetto?), la generosità e bontà di Pippi sono sempre rassicuranti.
E vorrebbe tanto un cavallo da tenere in veranda e un piccolo Signor Nilsson da coccolare.

Io amo tantissimo Pippi perché è immensamente diversa da tutte le principessine, le fatine, le ballerine, o anche le orfanelle o le povere-ma-belle che riempiono la letteratura per l'infanzia.
Le voglio bene, perché è un modello positivo.

Fatelo leggere ai vostri bambini - e soprattutto alle bambine!

giovedì 8 marzo 2012

Di malati e di feste

E mentre Babbo e figlio condividono termometri, areosol e fazzolettini con quasi 80° di febbre in due, io lavoro alacremente (ovviamente di notte) all'organizzazione del party per le piccole streghe...

martedì 28 febbraio 2012

Il nostro primo libro

Sarò scema, ma sono emozionata!
Io e Anna stiamo per finire di leggere il nostro primo libro!
Ovviamente non intendo i libri di favole o i libretti per bambini piccoli (quelli ne abbiamo macinati centinaia ormai), ma un libro vero, una storia lunga, complessa, tante pagine, che ha richiesto diverso tempo.


Il mago di Oz, di L. Frank Baum
L'ho preso su Amazon tempo fa, insieme a un sacco di altri libri carinissimi, approfittando degli sconti. Avevo visto che era consigliato a partire dagli otto anni, e pensavo di aspettare un po' per tentare la lettura...però ero curiosa (non ricordo di averlo letto, da piccola) e una sera piovosa, Giulione ronfante e noia galoppante, abbiamo aperto la prima pagina.

Devo dire che è leggibilissimo anche per bimbi più piccoli.
In genere le nostre "sessioni" di lettura durano dai 5 minuti (se il nano si sveglia, se la cena brucia, se la nonna telefona) a una mezz'oretta, e la mia piccola lettrice si è sempre bevuta fino all'ultima parola con grandissima attenzione e concentrazione!

Tra l'altro la storia è ben organizzata in capitoli abbastanza brevi, ognuno dei quali si conclude senza lasciare "in sospeso" il lettore...insomma, sembra pensato proprio per lettori in erba!
Lo stile è semplice, scorrevole, assolutamente ben comprensibile e essenziale quanto basta.

E la storia? A noi è piaciuta tantissimo.

Dorothy e il suo cagnolino Totò abitano nel grigio e triste Kansas con gli zii.
Un brutto giorno un violento uragano investe la casetta in cui si trovano la bimba e il cucciolo e la trasporta in volo in un paese sconosciuto, pieno di meraviglie e di pericoli.
Dorothy incontra personaggi incredibili: fate buone e streghe cattivissime, animali mai visti, omini dalle strane abitudini e mostri di tutti i generi...ma soprattutto tre personaggi che diventeranno i migliori amici dei nostri eroi: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di stagno e il Leone Codardo.
Dorothy fa la loro conoscenza lungo il cammino che la porta verso la Città degli Smeraldi, dove spera di incontrare il Grande Mago di Oz al quale vuole chiedere di rimandarla a casa: ognuno di loro ha un sogno, una necessità, un dono da chiedere al Mago, quindi decidono di affrontare insieme il lungo e pericoloso viaggio, pieno di avventure, che li porterà alla Città degli Smeraldi.

E' una storia di parla di amicizia, di lealtà, di coraggio. E di tante altre cose.
E' una storia divertente e appassionante.

La Princi ha riso tanto, a volte rimane ad ascoltare a bocca aperta, altre volte con l'espressione corrucciata, e altre ancora perfino con gli occhi lucidi.
Dopo ogni sessione di lettura, invariabilmente, passa un po' di tempo a giocare a "io sono Dorothy", parlando con i suoi amici immaginari.

E io penso che alla fine sia questo che dimostra la bellezza di una storia: le emozioni che suscita, i sogni che fa nascere, la fantasia che fa volare.

martedì 14 febbraio 2012

1° Zebuk Day...libera un libro!


Oggi è San Valentino, e lo festeggio parlando d'amore, certo, ma di un amore speciale...l'amore per la lettura, per tutti i mondi magici e sconfinati in cui possiamo tuffarci semplicemente sfogliando le pagine di un bel libro.

Aderisco alla bellissima iniziativa di ZEBUK, che consulto spesso e volentieri prima delle mie scorribande in libreria o su Amazon e ecco a voi il mio libro liberato!

Ho scelto "Il buio oltre la siepe" di H. Lee perché è un libro veramente tosto, scomodo e impegnativo, che non si può leggere senza porsi delle domande e farsi venire qualche dubbio.
Un libro che si ricorda e che lascia il segno.

L'ho liberato alla fermata dell'autobus vicino all'ospedale, in questa fredda mattina di febbraio, e spero che sia apprezzato da chiunque lo trovi.

Buona lettura!

giovedì 9 febbraio 2012

Festa di compleanno: ma devo proprio?

Necessaria premessa: io non ho mai fatto una festa di compleanno con gli amichetti, né a 4 né a 14 né a 24 anni. E sono sopravvissuta. I miei sono genitori degeneri?

Fra una ventina di giorni la Principessa compie quattro anni e stavolta sta facendo il conto alla rovescia verso il suo compleanno da tipo...uhm, direi tre mesi. C'è una certa aspettativa, insomma.
Le ho comprato un regalo bellissimo, ma questa è un'altra storia.

Il fatto è che dalla fine della vacanze di Natale a oggi è stata invitata a non meno di quattro feste di compleanno di amichetti/e, alle quali ovviamente abbiamo partecipato: conseguentemente lei dà per scontato che anche per il suo compleanno ci sarà una festa come quelle.

Dico "come quelle" perché in effetti sono state...tutte uguali. Standard.
Stessa location, cioè una specie di ludoteca gestita da una cooperativa che affitta spazi per feste, carina colorata, con molti giocattoli. Non so se ne esistano altre in città, ma questa è quella che scelgono tutti, forse perché ben raggiungibile, con spazio per parcheggiare ecc.
Stesso svolgimento, cioè gioco libero per un po', arrivo dell'animatore, giochini vari, torta e ciao.
Stessi bambini, perché a questa età gli amichetti sono quelli della scuola materna, magari qualche figlio di amici, ma alla fine siamo sempre lì.
Stessi regali. Troppi. Rosa. Barbie, HK e compagnia bella. Scartati e subito buttati in un angolo per aprire quello dopo.

A casa nostra non è pensabile, lo spazio è veramente troppo ridotto, la zona un po' isolata con tanto di strada sterrata, insomma, non praticabile.
Dovrei esplorare altre possibilità, trovare un altro locale, organizzare tutto da me, ma sinceramente sono stanca, ho mille cose per la testa...'n c'ho voglia.
Ecco, l'ho detto.
La soluzione più indolore sarebbe la festa Standard, ma a me la festa Standard sinceramente non piace, proprio per niente.
E poi, ma per forza bisogna iniziare a fare le feste di compleanno a questa età?
Ai miei tempi col cavolo! Al limite venivano un paio di amichetti a giocare a casa e tutti erano felici.
E adesso vedo che amiche e colleghe organizzano feste per bimbi di UN anno. Boh.

Però so che a lei piacerebbe, ed è questo l'importante. E' questo l'importante?
Voglio dire, dovrei farla, anche se non sono affatto convinta altrimenti lei rimarrà delusa?
Le verranno i complessi di inferiorità?
Si sentirà diversa, emarginata, reietta, la Piccola Fiammiferaia?

....troppe pippe?

venerdì 27 gennaio 2012

Il primo e il secondo

Il primo figlio è quello che:
- Non mangia?
- Oddio, la pappa è troppo calda? Troppo insipida? Troppo brodosa? Gli fa schifo? Oddio, gli fa schifo la carota, e pure la zucchina, schifa le verdure, diventerà obeso, avrà il colesterolo a mille, resterà nano per sempre! Oppure è ammalato? mal di pancia, mal di gola, virus Ebola? Sono i denti? Non mangia per vendicarsi che l'ho mandato all'asilo? Io chiamo il pediatra!!!!
- Gattona?
- Oddio devo pulire e ri-pulire e disinfettare il pavimento, metti che si rotola a terra e poi mette le mani in bocca! Oddio, ha le mani sporche si sta succhiando il dito, prenderà un'infezione...Io chiamo il pediatra!
- E' caduto e ha un bernoccolo?
- ODDIO!!! Metti il ghiaccio, metti il ghiaccio! Non vuole il ghiaccio, piange, chi sa che dolore! Controllalo, ti sembra che cammini normale? Non farlo addormentare per l'amor di Dio, potrebbe avere una commozione cerebrale! Oddio, sbadiglia, si addormenta io chiamo il pediatra!
- Fa i capricci perché vuole stare in braccio e si rotola a terra in preda all'isteria?
- Oddio si sente trascurato/non amato/non stimolato a sufficienza, si sente male, ha una crisi esistenziale, ha le convulsioni! Vieni cucciolo dalla mamma, ti coccolo io, smetto di cucinare, di telefonare, di vestirmi, no no non faccio nemmeno la pipì, sto qui con te tesorino. Non passa? Forse devo chiamare il pediatra!


 Il secondo figlio è quello che:
- Non mangia?
- Ci credo, la nonna gli ha dato tre volte merenda. Pazienza, mangio io la tua pasta, senti che buona! Vorrà dire che mangerai un po' della nostra pasta coi broccoli.
- Gattona?

- Era l'ora che diventasse semovente...il pavimento è un po' zozzo, ma chissene, sono tutti anticorpi. Cos'è che ha in mano? Un GRILLO MORTO? Ops, l'ha mangiato, che sarà mai, quel che non strozza ingrassa.
- E' caduto e ha un bernoccolo?
- ...sbrigati che facciamo tardi! Ecco mettigli il cappello che non si veda niente, magari le maestre non se ne accorgono subito e pensano che se lo sia fatto all'asilo...non vorrei che pensassero che lo bastoniamo. Ecco dormi tesoro, dormi che ti passa.
- Fa i capricci perché vuole stare in braccio e si rotola a terra in preda all'isteria?
- ...ecco, sdraiati sul tappeto almeno quando sbatti la tesa in preda al demone non ti fai male. Tiè, gioca con il mestolo e statte zitto un attimo, che devo chiamare Elvira.
E come dice mia nonna "Piangi? Riderai quando ti sposi!"

Tutti gli eventi sopra descritti sono realmente accaduti in questa casa (ehm, grillo compreso).

lunedì 23 gennaio 2012

Storie, fantasmi e fiori

storie storie ...e ancora storie!
Non c'è cosa che la Princi ami di più delle storie.
Vanno bene tutte: Pippi Calzelunghe, i librini dei cartoon della Disney, i libretti cartonati con le favolette sceme da bimbi piccoli, i fumetti, perfino un librino (oggettivamente da-brividi) che racconta le avventure di sette sgallettate che frequentano una scuola per "perfette principesse".
In questi giorni va per la maggiore un libro assolutamente stupendo di Roberto Piumini e illustrato da Anna Laura Cantone (adoro), pieno zeppo di storie brevi, delicate, divertenti e filastrocche veramente geniali che alla decima lettura lei già conosce a memoria. Devo ammettere che la sera non vedo l'ora di mettere a letto Giulio, relegare Babbo in cucina a riempire al lavastoviglie e avvolgermi nella nostra copertina per leggerne qualcuna.

Ma quando il libro non c'è o non è possibile leggerlo?
Appena saliamo in macchina, dal seggiolino posteriore sempre le stesse parole "Mi racconti una storia inventata??"...cioè, mia figlia non mi chiede i grandi classici tramandati per generazioni e generazioni, lei vuole le storielle zoppicanti e spesso surreali che la mia mente partorisce nel tragitto asilo-casa, mentre cerco di schivare SUV impazziti, spegnere Piumino frignante e ricordarmi la lista della spesa!
Mi invento avventure di coccinelle senza puntini, serpenti smarriti che fanno amicizia con i bambini, folletti di Babbo Natale disubbidienti e bambini obesi che mangiano solo dolci....inizio il racconto senza sapere minimamente dove andrò a parare, ma bene o male la storia trova sempre la sua via, si stiracchia per mettere insieme capo e coda e a volte troviamo pure la morale, tié!

A volte la stuzzico, insisto, mi lamento: la storia deve inventarsela lei.
E qualche volta lo fa: storie pazze di tetti attaccati al cielo con la colla e di cani che mangiano spaghetti a casa delle streghe cattive.

A volte sono proprio distrutta, oppure un po' incaxxata, o magari rimugino sui massimi sistemi (tipo quel reggiseno di Intimissimi che adoro e costa solo 10 € ma mi-va-stretto-DI-TORACE) e allora proprio la storia inventata no, perché
"Annina, oggi niente storia inventata"
"Noooo ma perchééé"
"perché...ehm...ho la testa vuota, non ci sono più storie"
"....come? E non tornano più?" (vocetta lacrimosa)
"Tornano, tornano. Stanotte."
"E come fanno a  tornare?"
"Ehmm....ecco, quando dormo arrivano tutte le storie, nel silenzio, come tanti fantasmini piccoli e luccicanti, volano per la camera e alla fine entrano nella mia testa. Quando mi sveglio alla mattina, ecco, ci sono tutte le storie"
".....ma se per sbaglio entrano nella testa di babbo o di Giulio?"
"...ahem, senti, ma perché non mi racconti TU una storia inventata?"
"Non posso, anche io ho la testa vuota!"
"UFF, allora dobbiamo aspettare che stanotte mentre dormi le storie entrino nella tua testa "
"No, nella mia testa non entrano di notte. Entrano solo quando è caldo, di primavera"
"Bello, tipo che crescono come fiori??"
"Si!!! Le tue storie entrano come fantasmini, le mie crescono come fiori!"

mercoledì 21 dicembre 2011

Buio in sala!

Ieri sera, come altre millemila mamme italiane in questi giorni ho partecipato alla festa di Natale della scuola materna.
Casino inenarrabile, pezzi di focaccia e briciole di biscotti scricchiolanti sotto le scarpe, nonni vittime di colpi di calore, maestre tirate per le giacchette per i motivi più assurdi ("Ti volevo fare gli auguri! A proposito, perché mio figlio non caga mai a casa e qui la fa tutti i giorni?"), decorazioni natalizie ecologiche ma obiettivamente inguardabili, mamme che chiacchierano a macchinetta e papà dallo sguardo perso.
A un certo punto i bambini vengono rinchiusi nella sala grande e i genitori si accalcano alla porta  - della serie sono al concerto di Vasco Rossi.
La porta si apre e sotto il gigantesco albero di Natale dipinto eccoli là, trenta marmocchi in maglietta rossa, cappello con pon pon e campanellina in mano. I genitori sgomitano per vedere, qualche ultrasettantenne geme e scivola a terra, CENTO telefonini/videocamere/macchinette fotografiche si alzano in area con il led REC lampeggiante.
Io non sono il tipo che grida "Vai Giovannino amore di mamma" con l'occhio lucido e lo zoom puntato, mi rintano in un angolo: Babbo ovviamente è in ritardo, si perderà l'evento, mannaggiallui.

Anna è in prima fila insieme ai bimbi più piccoli. E' tutta spettinata, il cappello storto, i pantaloni arrotolati fino alla coscia. E si scaccola beatamente.

Parte la musica, e cantano.
Jingle bells e altre due o tre canzonicine natalizie.
Fanno pure i movimenti, ce ne fossero due su trenta che vanno insieme.

C... succede, vedo appannato, vedo doppio....oddio, mi sto commuovendo.
Guardo la mia bambina che fa gingol oldeué e si dimentica le altre parole, che smette di cantare perché il cappello della sua vicina le fa il solletico alla guancia, che si distrae per guardare le palline sull'albero, che riprende a cantare e batte le mani e ondeggia con la testa...e niente, piagnucolo.
Mi volto e dietro di me vedo Babbo che sgomita, boccheggia e riprende la sua bambina con l'Iphone.

Dopo, mi abbraccio le maestre una a una con l'occhio lucido Brave brave è stato bellissimo.

E' che a volte penso di non essere come le altre millemila mamma, e invece lo sono. E in fondo non mi dispiace affatto.

venerdì 2 dicembre 2011

(Polly)Anna?

Ore 16,30. Recupero i pargoli dall'asilo e torniamo a casa sotto una pioggia battente.
Il tragitto parcheggio-casa è breve, ma il diluvio è impietoso: corriamo fra le pozzanghere inzuppandoci completamente (ho tre ombrelli in auto, tutti rotti).
Una volta dentro facciamo appena in tempo a toglierci i cappotti che va via la corrente, e rimaniamo una buona mezz'ora al buio seduti sul pavimento del salotto.
Quando ritorna la luce mi accorgo con orrore che tutti i vestiti di Anna sono bagnati o in lavatrice o sporchi, devo metterla in piagiama alle 18.
Babbo chiama, farà tardi e mangia qualcosa in ufficio, di bene in meglio.
Piumino è stanchissimo, all'asilo non ha dormito, dunque si abbandona a scenate isteriche che non sto a spiegare: riusciamo a farlo mangiare solo ballando e cantando mentre lo imbocchiamo.
Quasi quasi divento isterica anche io.
Apro il frigo, il deserto dei tartari. Due uova e un po' di fagiolini che sembravano freschi (quando li ho comprati, cinque giorni fa): io e Anna ceniamo con uova sode e fagiolini bolliti.
Alle 20,30 sono distrutta, fiondo Giulio a letto, abbandono l'idea di fare un lavoretto natalizio con Anna e la piazzo a colorare in bilico su una sedia. Mi spiaggio sul divano.

Devo essermi appisolata.

Mi sveglia la sua vocetta allegra.

"Mamma, CHE NOTTE MERAVIGLIOSA.
Abbiamo corso sotto la pioggia e ci siamo bagnati tutti!
E poi è andata via la luce, sembrava di essere in una caverna....e mi sono messa il pigiama prima di cena! Abbiamo ballato con Giulio, e abbiamo mangiato le uova sode, che sono DELIZIOSE (ha detto proprio così)
CHE BELLEZZA.
E ora sono qui tranquilla, e coloro TUTTA LA NOTTE"


(certo che mi sono appisolata, sono le 22!!)


Quando si dice questioni di punti di vista.

martedì 29 novembre 2011

Il cervello dei bambini e i costruttori di persone

Non intendo il cervello dei miei  bambini, anche se ovviamente sono quelli che mi trovo sotto gli occhi ogni giorno, ma insomma, parlo in generale, perché a parte casi particolari suppongo che siano tutti simili.

E niente, mi stupisco di quanto la mente infantile sia miracolosa.
Come un baule vuoto da riempire di tesori, come un enorme muro bianco da coprire di colori e disegni, come un momento di silenzio da far suonare di voci, sussurri e musica.

Anna, soprattutto, si rivela ricettiva all'ennesima potenza e curiosa come solo una bambina che scopre il mondo può esserlo: osserva, ascolta, percepisce e raccoglie tutto.
E poi quella macchinetta incredibile che ha nella testa inizia a girare girare girare e rielabora tutto...e allora ecco le mille domande, ecco le lunghe conversazioni e i racconti ai nonni, ecco i giochi nuovi e le storie inventate e i disegni in cui ritornano (meraviglia!) le cose che ha visto e imparato.
E la memoria ferrea, infallibile, che solo un bambino piccolo può avere, perché è ancora un campo da seminare, non come la nostra che sembra una stanza affollata in cui è difficile stipare altre persone e altre cose: lei ricorda tutto, ricorda episodi e dettagli infinitesimali, impara a memoria una canzone al primo ascolto.

Giulio è piccolo, ma ha già imparato dove stanno i giochi e i libri e si serve da solo, sa riconoscere la pentolina dove scaldo la sua pappa e la sua scodella e quando le vede urla sempre allo stesso modo (!!), ha imparato a fare zuccazucca con babbo, a fare ciaociao quando va a dormire e a battere le manine. Soprattutto ha imparato perfettamente il concetto di "vietato": gattona fino alle scale/allo stereo/al forno, si ferma, si volta a guardarmi e fa "no no no" con il ditino. Salvo poi tentare la tragressione, si capisce.

E mentre osservo queste meraviglie rabbrividisco perché mi rendo conto della responsabilità che ho...perché per i prossimi dieci o quindici anni sarò io, saremo noi, a riempire questa scatola prodigiosa, e questi cuccioli saranno l'uomo e la donna che noi gli permetteremo di essere.
Perché è vero il carattere, è vero l'ambiente e la scuola e gli amici e il resto...ma le fondamenta siamo noi, noi siamo la lente con la quale guarderanno il mondo, e gli insegniamo la lingua con la quale parlare e interpretare ciò che arriverà alle loro orecchie.

E ho paura perché davvero non c'è al mondo mestiere più terrificante e meraviglioso che accogliere e far crescere un essere umano.

sabato 19 aprile 2008

piccola e rosa

Qualche giorno fa siamo andati a fare shopping in un grande centro commerciale qua vicino...necessito urgentemente di qualcosa da mettermi, dal momento che mi sono tenuta circa 4 kg (grazie del regalo, Nana!)e non mi vanno ancora i vecchi vestiti. Alla fine ho preso un paio di cosette, ma della vecchia taglia, che mi stanno ugualmente piccole: va beh, sarà l'incentivo a buttar giù qualcosina.


La Princi se ne sta buona buona tutta la mattina, mostrando di aver preso dalla mamma almeno l'amore per lo shopping, fino a che non arriva l'ora della pappa.
Nel centro commerciale c'è una bellissima nursery con fasciatoi, scaldapappa, giochi e anche un angolino appartato con un comodo divano dove si possono sistemare le mamme-mucche: prendo il mio fagottino mugolante e mi metto comoda per il pranzo.
Ci sono altre tre mammine intente ad allattare, tutte con un maschietto in braccio: quando sfodero la mia bambolina di rosa vestita, con le scarpine sbiluccicose e il bavaglino pieno di cuori e fiocchi sorridono intenerite...mi invidiate ehhh? vorreste anche voi una bambolotta carina dolce e cucciolosa come la mia, ehhh?
Lei è evidentemente la più piccola del gruppetto, e qualcuna mi chiede quanto tempo ha, e tutte sorridono facendole i versetti...poi cala il silenzio, tutte le mamme che rimirano i loro cuccioli che si ingozzano soddisfatti.


Ah, che dolce silenzio...BROOOOOM!!!!!!!
Il terremoto, l'esplosione di un palazzo, la partenza di un razzo interstellare....tutte si voltano verso la fonte dell'orrendo rumore con scritto in faccia "è realmente possibile che sia stato quel fagottino rosa???"....è la Princi che ha  - ehm - avuto un piccolo movimento intestinale...


La mamma sorride un po'imbarazzata, mentre si diffonde nell'aria il fungo atomico.


mese2


(faccetta innocente del piccolo mostro puzzolente)

giovedì 17 aprile 2008

innamorati pazzi...

Il PDMF ha rotto il salvadanaio e sperperato un sacco di soldi per una mega macchina fotografica che sognava da anni...l'arrivo della Principessa e la voglia di fermare ogni sorriso, smorfia e movimento hanno fatto il resto . All'inizio non ero molto d'accordo, mi sembrava una spesa veramente inutile, e poi sapevo che si sarebbe flippato per settimane sul suo nuovo giocattolo (per queste cose è come un bambino di 4 anni)...e in effetti è stato così, da dieci giorni gira per casa come un fotoreporter e nei momenti più disparati sento clicliclic manco fossi una starlette inseguita da un paparazzo.
Ma le foto della Princi sono meravigliose...non vedo l'ora di postarne mezzo miliardo!


Il fatto è che questo papà è totalmente perso per la sua piccoletta..oltre ad essere molto bravo a cambiarla, farla addormentare ecc ecc., è diventato il coccolatore folle!!!
Lui che non è mai stato un tipo troppo sdolcinato si perde a guardarla per ore tutto intenerito, ripetendo come uno scemo "ma non ti sembra bellissima?" e melensaggini del genere.
Io che di mio sono peggio di lui mi sciolgo in brodo di giuggiole quando lo vedo così e lo amo lo amo lo amo mille volte più di prima proprio perché è così cotto della cucciola.


Annina, è incredibile vedere come cambi!!! In questi giorni ci stai facendo divertire da matti con le tue prime prove di voce: dopo la pappa e il cambio del pannolino, in quell'oretta che noi chiamiamo "stato di grazia", ci piazziamo davanti a te e scambiamo due chiacchiere...ci guardiamo e ci sorridiamo un po', all'inizio, giusto per prepararci alla conversazione. Poi noi ti diciamo un po' di cosine, e tu - meraviglia delle meraviglie!!! - rispondi con la tua vocetta piccola e tutta nuova.
Non ho dubbi che tu voglia DIRE veramente qualcosa, proprio a me, o a babbo, perchè ci guardi bene negli occhi prima di sussurrare i tuoi GHE o UAA.
Adori il Nonno e la BisNonna SuperVecchia, e anche con loro fai lunghi discorsi nella tua strana lingua, facendo impazzire di invidia tua Nonna, che non capisce che per far parlare te dovrebbe smettere di blaterare lei...
Mi fai diventare matta d'amore.

mercoledì 9 aprile 2008

Giorno per giorno...

Anna cresce, e ogni giorno è un po’ diversa da quello precedente, e scopriamo qualcosa di nuovo tutti e tre insieme: le luci, le finestre, i pupazzi sulla carrozzina.

Anna piange, e quando piange a volte ridiamo perché fa la faccia buffa, a volte ci fa preoccupare e disperare e esasperare…perché vuol dirci qualcosa e noi stupidi che non capiamo!

Anna mangia, e quando mangia è completamente concentrata, gli occhi chiusi e la manina appoggiata sul petto della mamma.

Anna dorme, e il suo sonno è a volte leggero, a volte pesantissimo, ma sempre sacro e inviolabile: non disturbate quell’angelo paffuto o sarete dannati.

Anna sorride, e forse è solo un riflesso involontario e non vuol dir niente, ma quel sorriso scioglie il cuore e trasforma tutti in giullari imbecilli che tentano in ogni modo di farla ridere ancora.

Anna guarda, i suoi occhioni di quel colore strano si fissano curiosi sul mondo, e tutto è interessante e nuovo e meraviglioso: le travi del soffitto, le righe delle lenzuola, i colori dei pelouches.
Anna guarda e noi impariamo a guardare di nuovo tutte le cose con lei.


mese2

martedì 4 marzo 2008

27 febbraio:atterraggio riuscito!!!!

e alla fine il nostro angioletto tanto atteso è arrivato, e il mondo si è fermato, capovolto, ed ha cominciato a girare intorno a lei!

Anna è venuta al mondo il 27 di febbraio, nel cuore di una notte insolitamente tranquilla per il grande ospedale dove nascono tanti bambini tutti i giorni: oltre alla mamma, hanno salutato il suo arrivo un babbo adorabile e bianco come un cencio e una squadra di medici e infermiere tutta al femminile, allegra e rumorosa come un gruppo di amiche all’aperitivo.

Anna è uscita dalla pancia con i capelli arruffati e gli occhi spalancati, e noi non dimenticheremo mai e poi mai quel momento.

Anna respirava un po’a fatica, così l’hanno portata in Terapia Intensiva Neonatale: non abbiamo potuto toccarla né darle un bacino, ma solo guardarla andar via dentro l’incubatrice.

Abbiamo avuto paura, e ho pianto, ma fortunatamente non era niente di grave, e il giorno dopo abbiamo potuto abbracciarla, e verificare che è piccola e perfetta come solo un angelo del cielo può esserlo.

E dopo quasi una settimana continuiamo a guardarla – quando dorme, quando succhia come un gattino affamato, quando fa le sue smorfie buffe – e ci ripetiamo che l’abbiamo fatta noi, proprio noi, e non ci sembra vero.


nataieri

 

PS: scusate se non ho dato notizie per un sacco di giorni…e grazie infinite per i pensieri, i commenti e gli auguri!

martedì 26 febbraio 2008

5 minuti...

...fra una contrazione e l'altra.


Che dite, andiamo?


Amore mio non vediamo l'ora di stringerti fra le braccia!!


baci a tutti/e, tenete le dita incrociate!!

lunedì 25 febbraio 2008

aspetta e spera

Bah, non posto nemmeno la newsletter, che praticamente dice "attenzione, stai per partorire, iol tuo bambino è grasso e pronto ad atterrare".
Qua non succede niente. Non è grave, dopotutto è la 39esima settimana, ma come al solito io ho fretta, scalpito, mi ero straconvinta che la Principessa sarebbe arrivata con un po' di anticipo, e invece come ogni VIP che si rispetti la Signorina si fa attendere.
Nel fine settimana ho cercato di farle capire in tutti i modi che è ora di sloggiare: sabato, tour de force di shopping in centro, con tanto di aperitivo, cena al ristorante e passeggiata digestiva successiva...sono tornata a casa strisciando (dopo aver visitato le toilettes di tutti i bar e negozi della città) con dei dolori terribili ma poi non è successo niente.
Ieri era una giornata meravigliosa: il PDMF e io abbiamo fatto una bellissima passeggiata sulle colline vicino a casa nostra, pensando che forse la prossima volta scarpineremo spingendo un passeggino urlante ...alla fine ero così stanca che gli ho proposto di abbandonarmi lì, in mezzo a un campo, e tornare a prendermi con l'ape del nostro vicino di casa...
Ma lei, niente. Anzi! Una volta a casa ha iniziato un balletto di calci, sculettamenti e gomitate che è durato qualche ora, portandomi finanche alla disperazione : poi il papi le ha fatto un discorsetto a bassa voce e miracolosamente si è messa buona.
Insomma, la cova continua.