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giovedì 17 maggio 2012

Leggere per...

.....condividere un momento tranquillo

Con questa foto, sfocata quanto basta ma che io adoro, partecipo a questa bella rubrica di Equazioni (che fa foto molto migliori delle mie!!!)

martedì 15 maggio 2012


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,

più dolce la sera.

domani forse tra l'erbetta

spunterà la prima violetta.

Oh prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà,

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno:

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario va in ritardo.

(G. Rodari)

giovedì 5 aprile 2012

Correndo. Troppo.

Ci sono periodi come questo, in cui le ore del giorno sembrano non bastare, e annaspo, corro, faccio e disfaccio programmi e liste di impegni, mi rodo perché non ho avuto tempo, avrei dovuto, avrei potuto, vorrei ma non riesco, mi perdo in cose apparentemente piccole ma che forse piccole non sono, mi arrabbio e non dovrei ma non riesco a evitarlo.

E corro corro corro, il mattino diventa sera in un baleno e si ricomincia.

Ci sono periodi come questo, che bisognerebbe solo uscire al mattino presto per respirare l'aria di primavera, e farsi baciare dal sole e abbracciarsi e rotolarsi nell'erba: le scrivo e sembrano bucoliche banalità, e invece è quello che vorrebbe il mio cuore.  

 E ci sono loro, e le ore che passiamo lontani, e quelle che passiamo vicini ma siamo stanchi, preoccupati e ansiosi. 


Anna che ha imparato a scrivere il suo nome e da un mese disegna solo casette rotonde e colorate.

Giulio che ha imparato a baciare e bacia bacia bacia, e ogni bacio che mi dà mi fa tremare il cuore.

lunedì 19 marzo 2012

Scampati al lazzaretto, come Renzo e Lucia

Preparavo perline e festoni, mi allenavo su dolci e biscotti, scrivevo freneticamente mail e messaggini alle mamme delle amichette-streghe.
Poi è arrivato un carico di bacilli che come un tornado ha investito casa mia, facendoci cadere tutti come birilli: prima il più piccolo e inconsapevole untore, poi Babbo, La Princi, e alla fine, quando già mi congratulavo con me stessa per la qualità delle mie difese immunitarie, io.
E' stata la nostra prima esperienza di malattia condivisa e sinceramente spero anche l'ultima.

Babbo e Anna sono usciti di casa solo un paio di giorni fa, schermandosi dal sole manco fossero vampiri, e i colorito in effetti è proprio quello, verde grigiastro con occhiaia violetta annessa. Dimagriti da far pietà, che un po' mi sono vergognata a mandarli in giro.

Io sono a dieta, quantomeno la settimana di mood moribondo ha aiutato.

Inutile dire che la festa di Anna, rimandata di una settimana e poi di un'altra è miseramente stata cancellata.

piccolo ammalato

Finalmente abbiamo riposto areosol, termometri (stramaledettissimi termometri digitali!!!) e la cassetta dei medicinali...e d'ora in poi spero che annuseremo solo il profumo dei nostri tulipani, che incredibilmente, nonostante le (inesistenti) cure a loro riservate, stanno trionfalmente spuntando in giardino.

giovedì 16 febbraio 2012

Education for dummies: la gestione dei conflitti

Immagino che qualunque mamma-di-due (e a maggior ragione di tutti i numeri superiori...sante donne) si ritroverà in questa amena situazione.
 
Siamo a casa, magari dopo una giornata all'asilo e al lavoro, ma anche no.
 
Tu devi:
  • stirare
  • cucinare
  • fare otto lavatrici
  • chiamare la zia Domitilla
  • spulciare il cane
  • (ecc)
Quei due bassetti lì devono solo ed esclusivamente:
  • mantenersi in vita e in salute
  • evitare di distruggere almeno i mobili e i muri portanti
  • e magari intrattenersi tranquillamente per...un paio d'ore?
Direi che la soluzione migliore sarebbe una partita a scacchi, o la lettura di un bel libro, o meglio ancora una bella seduta di meditazione.
 
Ma quei due hanno insieme 5 anni.
La grande è una Principessa spodestata dal trono, ma che ha comunque ambizioni di potere sul mondo e adora le bamboline di carta.
Il piccolo è stato affettuosamente soprannominato dal nostro quattrenne vicino di casa "Giulione dannato bestione" e ha una atavica passione per tutto ciò che può mordere masticare ingoiare.
 
Il limite di convivenza dei due nella stessa stanza in modalità pacifica si aggira intorno ai due minuti e mezzo, dopo di che, alternativamente:
  • lui/lei prende un qualsiasi oggetto (peluche, libro, pantofola, cucchiaio, telefono) che prima lei/lui manco vedeva, ma adesso le/gli è indispensabile, oppure
  • lui/lei strappa di mano all'altro/a il gioco con cui sta giocando oppure
  • lui riduce la bambola di cartoncino in una palla di carta e bava buona per la cartapesta (o comunque distrugge qualsiasi cosa con cui lei stia giocando) oppure
  • lei si mette appollaiata sulla spalliera del divano e gli tira le cose in testa: lui non si lamenta per il bombardamento, ma rosica mostruosamente perché non ce la fa ad arrampicarsi fin lassù. Oppure, lei sale per le scale e si chiude dietro il cancellino e lo sfotte da lassù mentre lui tenta di scardinare il cancello stesso.
Comunque sia, finisce sempre con qualcuno che piange.
In genere lui piange di frustrazione perché non riesce a fare le cose che fa lei, lei piange di rabbia perché lui le ruba i giochi (e assicuro che è impossibile riprenderli) o glieli distrugge.
 
Poi ovviamente si malmenano: lui la schiaffeggia senza pietà, poi le strappa i capelli e in ultima istanza la morde. Devo dire che lei si trattiene, non lo cazzotta poi tanto: non ho capito se ciò sia frutto della mia buona educazione o del fatto che lo teme, in quanto lui è molto più forte di lei.
 
 Alla fine piangono tutti e due, volume sette miliardi e mezzo di decibel.
 
Come la colomba di Noè porto pace, e si rientra nel loop.
Due minuti e mezzo e via.
Per n volte.
 
La domanda è: C.... fa la mamma in questi casi?
 
In genere io applico la filosofia "finché non si mettono in pericolo di vita, se la sbrighino da soli": intervengo solo se il litigio si protrae troppo a lungo - e qua l'intervallo di tempo dipende da n fattori tipo la mia stanchezza, il periodo del mese, il mio scazzo ecc., se urla e pianti rischiano di mandare in frantumi i cristalli di Boemia oppure se veramente uno dei due sta per finire all'ospedale.
 
Non mi va di tartassare la povera Princi con la barbosa predica "tu sei grande e lui è piccolo", perché cavolo, è piccola anche lei!
Io penso che a quattro anni i giocattoli siano più o meno TUTTO, e se un nano te li ruba e te li rompe he devi fare? Offrirgli un caffè? Ovvio, piangi e lo picchi.
 
Insomma, questi due sono come i famosi ricci della favola: devono imparare a gestire gli aculei per non pungersi, dal momento che dovranno convivere per altri 14 anni (perché a 18 anni se ne andranno di casa, VERO????).
 
(dopo tre minuti lo ha preso a cucchiaiate in fronte e lui le ha sputato addosso la pasta)
 

lunedì 6 febbraio 2012

Dinamiche fraterne

Barricati in casa da giovedì sotto metri e metri di neve (vabbè esagero un pochino..) sia io che babbo abbiamo testato le nostre capacità di resistenza alla convivenza con due mostriciattoli under 4 confinati in pochi mq.
Dico solo che i -7 di stamattina, l'auto da scongelare, la telefonata ansiogena di madre alle 7,45 e le facce da kiulo dei colleghi hanno avuto su di me l'effetto di una camomilla bella carica.


Si coccolano e si malmenano, si chiamano e si sfuggono, si baciano e si strappano i capelli.

Un attimo prima giocano ai cavalli selvaggi (gioco inventato da Anna: nel mio microsoggiorno cosparso di giochi mi sembra il passatempo giusto) gattonando a tutta velocità e travolgendo qualsiasi cosa, l'attimo dopo litigano a morte per un insulso bicchierino di plastica rinvenuto sotto il divano e che entrambi vogliono nemmeno fosse d'oro.

Lui non parla, ma questo non è un problema: fa valere le sue ragioni urlando a volumi via via più insopportabili, e conclude azzannandola.
Lei in genere soccombe e si fa venire delle crisi isteriche niente male.

Però - melensaggine mammesca MODE ON - è stupendo, al mattino, spiarlo mentre entra traballando in camera dove lei ancora ronfa, scosta il piumino, scopre il faccino addormentato e lancia un urlo di pura gioia.
Lei apre un occhio un po' infastidita, lui grida ancora, più forte, batte le manine dalla felicità.
Lei si tira su, tutta arruffata, e ride, lui tenta la scalata del letto. Non ce la fa, lo tiriamo su.
Si getta nelle sue braccia e si fa coccolare come un gattino.