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giovedì 14 giugno 2012

Festeggiamenti, ancora!

(sperando che il marito si sia ricordato di portarli all'asilo, stamattina)

E oggi festeggiamo la fine del primo anno di asilo nido di Giulio.
Un anno fatto di giochi e opere d'arte (quadri impressionisti con colori naturali tipo spinaci e barbabietole, per lo più), scontri di varia intensità con gli altri bambini e segni di morsi e testate, bacilli pericolosi come mine vaganti, merende rubate ai vicini di tavolo e soprattutto urla e sorrisi.

Ho portato un bacarozzo ciccione che a malapena stava seduto e mi ritrovo un ometto che smania per giocare a calcio con i più grandi, pretende di mangiare da solo e riempie di baci bavosi le maestre.
Maestre che confessano di sudare sette camicie per stargli dietro e si lamentano bonariamente dei decibel che riesce a produrre, ma quando lo guardano hanno gli occhi a cuoricino tipo Spank.

E allora grazie, ragazze.

venerdì 8 giugno 2012

L'estate, Peter Pan e l'isola

Finisce il primo anno di scuola materna, e concludiamo in bellezza con la recita delle avventure di Peter Pan sull'Isola che non c'è: e la Princi per una volta dismette gli abiti di lustrini e si tuffa con entusiasmo in un mondo di pirati, coccodrilli e bimbi sperduti.

E una sera mi trovo a insegnarle una delle più belle canzoni del mondo, così semplice da cantare eppure così piena di ... cose.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po' preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

......

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te! 

(E. Bennato)

venerdì 1 giugno 2012

Tra le nuvole

Scuola materna, saggio del corso di educazione musicale.
Una decina di bambini e una buffa insegnante dalla voce soprano intonano canzoncine e semplici coreografie a tempo di musica. Corrono se la melodia accelera, ondeggiano se rallenta, segnano il tempo con bastoncine, campanelline, triangoli.
Sono bravini, si impegnano, si muovono coordinati, un occhio all'insegnante e uno alla mamma o al papà fra il pubblico.
C'è una bambina con la maglietta rosa che è quasi sempre in fondo alla fila.
Canta anche lei, ma spesso perde il filo.
Balla anche lei, ma spesso si ferma, lo sguardo in su o perso chissà dove.
Certo che si diverte, si vede, e anche lei cerca spessissimo gli occhi dei suoi genitori - sono brava, vero? - però non segue con impegno e concentrazione lo spettacolo.
Sembra che ogni tanto decolli per atterrare su un altro pianeta. Guarda in su, e forse vede qualcos'altro, oppure sente un'altra musica, chi lo sa.
La mia parte razionale aggrotta le sopracciglia e si rabbuia, si domanda perché la bambina non si lascia coinvolgere completamente dal gioco, perché quello è un gioco, bello e divertente, e i bimbi sono i suoi amici. La mia parte razionale pensa che è distratta, un po' immatura, forse, o forse ha qualche problema di attenzione.
La mia parte emotiva però la guarda affascinata, e si chiede dove la sta portando adesso la sua fantasia: sta correndo su una carrozza verso un castello incantato? Si nasconde in una giungla misteriosa? Naviga su un veliero sfidando le onde del mare?
E' bellissima, quella bambina distratta e un po' assente, con il naso in su e lo sguardo sognante.
E' bellissima e poetica.

E poi ecco...è la mia bambina.

martedì 15 maggio 2012


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,

più dolce la sera.

domani forse tra l'erbetta

spunterà la prima violetta.

Oh prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà,

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno:

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario va in ritardo.

(G. Rodari)

giovedì 10 maggio 2012

Senza parole

Eh già, Piumino sembra non avere la benché minima intenzione di spiccicare parola.
Con questo intendo dire che non ha intenzione di apprendere la lingua italiana, perché parla, eccome, nel suo dialetto giappocoreano: a volte si rivolge a me, o a Anna, e si lancia in discorsi accorati e lunghissimi che sembra Perry Mason durante un'arringa, oppure si mette a cantare canzoncine che sembrano uscite da un cartone manga, o ancora si affaccia al suo lettino o alla porta urlando cose.
Ma vai a sapere che diamine vuol raccontare.

Ecco, in italiano dice mamma, pappa e nanna (Anna) e questo basta.

Il fatto è che Piumino si è perfettamente reso conto che con ste tre parole se la cava alla grande, basta modulare adeguatamente volume, tono di voce e linguaggio del corpo!
E lui è capace di farsi capire alla grande con tre parole, quattro sillabe, il viso e le mani.
Io lo trovo assolutamente geniale e esilerante.

Abituata alla mia piccola logorroica, che alla sua età chiacchierava alla grande, la cosa mi sembra strana e curiosa: e devo dire che sono tutt'altro che preoccupata....fosse stato il primo figlio forse sarei andata in paranoia, ma adesso quasi quasi mi auguro che ritardi ancora un po', che poi quando iniziano a parlare non smettono più!!

giovedì 5 aprile 2012

Correndo. Troppo.

Ci sono periodi come questo, in cui le ore del giorno sembrano non bastare, e annaspo, corro, faccio e disfaccio programmi e liste di impegni, mi rodo perché non ho avuto tempo, avrei dovuto, avrei potuto, vorrei ma non riesco, mi perdo in cose apparentemente piccole ma che forse piccole non sono, mi arrabbio e non dovrei ma non riesco a evitarlo.

E corro corro corro, il mattino diventa sera in un baleno e si ricomincia.

Ci sono periodi come questo, che bisognerebbe solo uscire al mattino presto per respirare l'aria di primavera, e farsi baciare dal sole e abbracciarsi e rotolarsi nell'erba: le scrivo e sembrano bucoliche banalità, e invece è quello che vorrebbe il mio cuore.  

 E ci sono loro, e le ore che passiamo lontani, e quelle che passiamo vicini ma siamo stanchi, preoccupati e ansiosi. 


Anna che ha imparato a scrivere il suo nome e da un mese disegna solo casette rotonde e colorate.

Giulio che ha imparato a baciare e bacia bacia bacia, e ogni bacio che mi dà mi fa tremare il cuore.

lunedì 26 marzo 2012

Aria di primavera

E' inutile, i bambini devono, DEVONO stare fuori.
Correre, rotolarsi nell'erba, urlare, sudare, sporcarsi fino alla radice dei capelli.
Guardare uno, due, dieci bambini che giocano all'aperto, liberi di scorrazzare senza pericolo è quanto di più bello si possa immaginare...non so, a me da una gioia grandissima, perché mi sembra proprio che sia quello il loro posto. Liberi di toccare, annusare, cadere e rialzarsi, rincorrersi, guardare fino a che lo sguardo riesce a spingersi.

Ieri è stata una giornata come capitano raramente (perché? perché??), con tanti amici riuniti all'aperto a mangiare, chiacchierare e ridere.
Tanti bambini, i bambini che abbiamo avuto dopo aver vissuto tante cose insieme, tanti qualche anno fa...e pensare che pensavamo a tutt'altro che fare figli all'epoca. Alla fine ci divertivamo, come loro.

Tanti bambini, di età diverse ma non troppo, scatenati sotto un bel sole primaverile.
E per una volta, chi se ne frega se non mangia niente, è troppo presa dal gioco.
Chi se ne frega se si rifiuta di fermarsi un attimo a farsi soffiare il naso o a darmi un bacino (non mi ha detto una parola per tutto il pomeriggio!).
Chi se ne frega se la riacchiappo alle sei lurida come un porcellino, e poi devo pulire la doccia con la candeggina che è tutta nera.

Mamma, vorrei scrivere in un quaderno che mi sono divertita tantissimo.

E alle nove stramazza nel letto, e profuma di primavera, il mio amore.

giovedì 23 febbraio 2012

Come il mare al largo

A volte sottovalutiamo la profondità dei sentimenti dei bambini, la loro sensibilità, la loro capacità di empatia con il mondo. No, aspetta, rifomulo: a volte SOTTOVALUTO ecc. ecc.
E poi succede qualcosa, un episodio, un momento particolare che mi fa restare interdetta, perché mi rendo conto che dentro quella Principessa logorroica con le treccine c'è un cervello iperattivo, ma soprattutto un cuore che è come il mare a largo della costa: tranquillo o appena un po' increspato in superficie, profondissimo e inesplorato sotto.

Come quella volta, qualche giorno prima di Natale, che le ho cantato per la prima volta Tu scendi dalle stelle, o forse era la prima volta che la ascoltava bene.
Sentire di quel bambino in una grotta al freddo e al gelo che se ne sta lì a tremar le ha letteralmente spezzato il cuore: non ero alla fine della seconda strofa che singhiozzava e mi gridava di smetterla. Canzone bandita da quel momento, tuttora bastano le prime due note per farle fare gli occhioni e scatenare un "no! questa non la voglio sentire!".

Come quella sera in cui, Giulione a letto e Babbo fuori casa, ho avuto la geniale idea di farle vedere l'Era Glaciale e lei ha riso fintanto che c'era Scrat. Poi è iniziato la storia vera e propria, il piccolo che rimane senza la mamma e viene trovato dagli animali: tragedia.
L'idea di un bimbo piccolo senza la mamma (o il babbo) che si prendessero cura di lui l'ha riempita di un'angoscia tale che ha pianto e pianto e pianto fino alla fine del primo tempo, senza riuscire a smettere e allo stesso tempo rifiutandosi di cambiare canale.
Le ho spiegato in tutte le salse che alla fine la storia finiva con il ritrovamento della famiglia, che gli animali trattavano benissimo il piccolo e lo facevano divertire, che gli volevano bene, sono arrivata anche a "è tutto finto, è un cartone! E' una storia, non è vero!", ma niente.
Quello era e rimaneva un bambino senza mamma e babbo, e non c'è niente di peggio.

Come ieri, quando le ho detto che Piumino malaticcio sarebbe rimasto a dormire dalla nonna.
"Ma se non c'è mi manca, come faccio?" ha piagnucolato, e le ho risposto che l'avrebbe visto oggi, non era una separazione così lunga.
E' rimasta in silenzio, guardando fuori dal finestrino per un po'.
Poi mi ha detto "Ma quando una persona muore non la vediamo più. Quando morirà lui sarà terribile".
E ho riso, e le ho detto che lui morirà quando sarà vecchissimo, più vecchio di Babbo Natale e la Befana messi insieme, fra tanto tantissimo tempo. E non so se era la risposta giusta, magari no, e lei mi ha sorriso giusto per non mettermi in (ulteriore) difficoltà.

E a volte mi verogogno, perché mi sento il cuore profondo come una piscinetta gonfiabile, davanti al suo che è come il mare al largo.

lunedì 6 febbraio 2012

Dinamiche fraterne

Barricati in casa da giovedì sotto metri e metri di neve (vabbè esagero un pochino..) sia io che babbo abbiamo testato le nostre capacità di resistenza alla convivenza con due mostriciattoli under 4 confinati in pochi mq.
Dico solo che i -7 di stamattina, l'auto da scongelare, la telefonata ansiogena di madre alle 7,45 e le facce da kiulo dei colleghi hanno avuto su di me l'effetto di una camomilla bella carica.


Si coccolano e si malmenano, si chiamano e si sfuggono, si baciano e si strappano i capelli.

Un attimo prima giocano ai cavalli selvaggi (gioco inventato da Anna: nel mio microsoggiorno cosparso di giochi mi sembra il passatempo giusto) gattonando a tutta velocità e travolgendo qualsiasi cosa, l'attimo dopo litigano a morte per un insulso bicchierino di plastica rinvenuto sotto il divano e che entrambi vogliono nemmeno fosse d'oro.

Lui non parla, ma questo non è un problema: fa valere le sue ragioni urlando a volumi via via più insopportabili, e conclude azzannandola.
Lei in genere soccombe e si fa venire delle crisi isteriche niente male.

Però - melensaggine mammesca MODE ON - è stupendo, al mattino, spiarlo mentre entra traballando in camera dove lei ancora ronfa, scosta il piumino, scopre il faccino addormentato e lancia un urlo di pura gioia.
Lei apre un occhio un po' infastidita, lui grida ancora, più forte, batte le manine dalla felicità.
Lei si tira su, tutta arruffata, e ride, lui tenta la scalata del letto. Non ce la fa, lo tiriamo su.
Si getta nelle sue braccia e si fa coccolare come un gattino.

lunedì 23 gennaio 2012

Storie, fantasmi e fiori

storie storie ...e ancora storie!
Non c'è cosa che la Princi ami di più delle storie.
Vanno bene tutte: Pippi Calzelunghe, i librini dei cartoon della Disney, i libretti cartonati con le favolette sceme da bimbi piccoli, i fumetti, perfino un librino (oggettivamente da-brividi) che racconta le avventure di sette sgallettate che frequentano una scuola per "perfette principesse".
In questi giorni va per la maggiore un libro assolutamente stupendo di Roberto Piumini e illustrato da Anna Laura Cantone (adoro), pieno zeppo di storie brevi, delicate, divertenti e filastrocche veramente geniali che alla decima lettura lei già conosce a memoria. Devo ammettere che la sera non vedo l'ora di mettere a letto Giulio, relegare Babbo in cucina a riempire al lavastoviglie e avvolgermi nella nostra copertina per leggerne qualcuna.

Ma quando il libro non c'è o non è possibile leggerlo?
Appena saliamo in macchina, dal seggiolino posteriore sempre le stesse parole "Mi racconti una storia inventata??"...cioè, mia figlia non mi chiede i grandi classici tramandati per generazioni e generazioni, lei vuole le storielle zoppicanti e spesso surreali che la mia mente partorisce nel tragitto asilo-casa, mentre cerco di schivare SUV impazziti, spegnere Piumino frignante e ricordarmi la lista della spesa!
Mi invento avventure di coccinelle senza puntini, serpenti smarriti che fanno amicizia con i bambini, folletti di Babbo Natale disubbidienti e bambini obesi che mangiano solo dolci....inizio il racconto senza sapere minimamente dove andrò a parare, ma bene o male la storia trova sempre la sua via, si stiracchia per mettere insieme capo e coda e a volte troviamo pure la morale, tié!

A volte la stuzzico, insisto, mi lamento: la storia deve inventarsela lei.
E qualche volta lo fa: storie pazze di tetti attaccati al cielo con la colla e di cani che mangiano spaghetti a casa delle streghe cattive.

A volte sono proprio distrutta, oppure un po' incaxxata, o magari rimugino sui massimi sistemi (tipo quel reggiseno di Intimissimi che adoro e costa solo 10 € ma mi-va-stretto-DI-TORACE) e allora proprio la storia inventata no, perché
"Annina, oggi niente storia inventata"
"Noooo ma perchééé"
"perché...ehm...ho la testa vuota, non ci sono più storie"
"....come? E non tornano più?" (vocetta lacrimosa)
"Tornano, tornano. Stanotte."
"E come fanno a  tornare?"
"Ehmm....ecco, quando dormo arrivano tutte le storie, nel silenzio, come tanti fantasmini piccoli e luccicanti, volano per la camera e alla fine entrano nella mia testa. Quando mi sveglio alla mattina, ecco, ci sono tutte le storie"
".....ma se per sbaglio entrano nella testa di babbo o di Giulio?"
"...ahem, senti, ma perché non mi racconti TU una storia inventata?"
"Non posso, anche io ho la testa vuota!"
"UFF, allora dobbiamo aspettare che stanotte mentre dormi le storie entrino nella tua testa "
"No, nella mia testa non entrano di notte. Entrano solo quando è caldo, di primavera"
"Bello, tipo che crescono come fiori??"
"Si!!! Le tue storie entrano come fantasmini, le mie crescono come fiori!"

lunedì 9 gennaio 2012

Grande e piccolo

Piumino è grande, perché adesso si è (quasi) definitivamente trasformato in bipede, e cammina con le braccine alzate e con un sorriso di trionfo stampato in faccia.
Piumino è grande, perché dice "mamma" e "Anna" e "babba", quindi dispone del vocabolario adeguato a richiamare l'attenzione di tutti i membri della famiglia.
Piumino è grande, perché sa fare un sacco di giochi, tipo "tieni, ti do' questa cosa...anzi no, non te la do' più! ahahha", i cavalli al galoppo con Anna e soprattutto il nascondino con tanto di "TA DAAAA!!!!"
Piumino è grande, perché mangia il doppio di sua sorella e la prende agevolmente a mazzate.

Piumino è piccolo piccolo.
Quando è stanco, o nervoso, o malaticcio vuole stare in braccio, ma non si accontenta.
Tira giù cerniere, slaccia bottoni, sforma colletti, fa quel che deve fare per scoprire un po' di pelle del mio petto: poi si infila il pollice in bocca e appoggia la guancia proprio lì, dove sente il mio odore, il battito del mio cuore, il mio calore o chi sa cosa.
Socchiude gli occhi e sospira, come fosse tornato a casa.

mercoledì 21 dicembre 2011

Buio in sala!

Ieri sera, come altre millemila mamme italiane in questi giorni ho partecipato alla festa di Natale della scuola materna.
Casino inenarrabile, pezzi di focaccia e briciole di biscotti scricchiolanti sotto le scarpe, nonni vittime di colpi di calore, maestre tirate per le giacchette per i motivi più assurdi ("Ti volevo fare gli auguri! A proposito, perché mio figlio non caga mai a casa e qui la fa tutti i giorni?"), decorazioni natalizie ecologiche ma obiettivamente inguardabili, mamme che chiacchierano a macchinetta e papà dallo sguardo perso.
A un certo punto i bambini vengono rinchiusi nella sala grande e i genitori si accalcano alla porta  - della serie sono al concerto di Vasco Rossi.
La porta si apre e sotto il gigantesco albero di Natale dipinto eccoli là, trenta marmocchi in maglietta rossa, cappello con pon pon e campanellina in mano. I genitori sgomitano per vedere, qualche ultrasettantenne geme e scivola a terra, CENTO telefonini/videocamere/macchinette fotografiche si alzano in area con il led REC lampeggiante.
Io non sono il tipo che grida "Vai Giovannino amore di mamma" con l'occhio lucido e lo zoom puntato, mi rintano in un angolo: Babbo ovviamente è in ritardo, si perderà l'evento, mannaggiallui.

Anna è in prima fila insieme ai bimbi più piccoli. E' tutta spettinata, il cappello storto, i pantaloni arrotolati fino alla coscia. E si scaccola beatamente.

Parte la musica, e cantano.
Jingle bells e altre due o tre canzonicine natalizie.
Fanno pure i movimenti, ce ne fossero due su trenta che vanno insieme.

C... succede, vedo appannato, vedo doppio....oddio, mi sto commuovendo.
Guardo la mia bambina che fa gingol oldeué e si dimentica le altre parole, che smette di cantare perché il cappello della sua vicina le fa il solletico alla guancia, che si distrae per guardare le palline sull'albero, che riprende a cantare e batte le mani e ondeggia con la testa...e niente, piagnucolo.
Mi volto e dietro di me vedo Babbo che sgomita, boccheggia e riprende la sua bambina con l'Iphone.

Dopo, mi abbraccio le maestre una a una con l'occhio lucido Brave brave è stato bellissimo.

E' che a volte penso di non essere come le altre millemila mamma, e invece lo sono. E in fondo non mi dispiace affatto.

venerdì 2 dicembre 2011

(Polly)Anna?

Ore 16,30. Recupero i pargoli dall'asilo e torniamo a casa sotto una pioggia battente.
Il tragitto parcheggio-casa è breve, ma il diluvio è impietoso: corriamo fra le pozzanghere inzuppandoci completamente (ho tre ombrelli in auto, tutti rotti).
Una volta dentro facciamo appena in tempo a toglierci i cappotti che va via la corrente, e rimaniamo una buona mezz'ora al buio seduti sul pavimento del salotto.
Quando ritorna la luce mi accorgo con orrore che tutti i vestiti di Anna sono bagnati o in lavatrice o sporchi, devo metterla in piagiama alle 18.
Babbo chiama, farà tardi e mangia qualcosa in ufficio, di bene in meglio.
Piumino è stanchissimo, all'asilo non ha dormito, dunque si abbandona a scenate isteriche che non sto a spiegare: riusciamo a farlo mangiare solo ballando e cantando mentre lo imbocchiamo.
Quasi quasi divento isterica anche io.
Apro il frigo, il deserto dei tartari. Due uova e un po' di fagiolini che sembravano freschi (quando li ho comprati, cinque giorni fa): io e Anna ceniamo con uova sode e fagiolini bolliti.
Alle 20,30 sono distrutta, fiondo Giulio a letto, abbandono l'idea di fare un lavoretto natalizio con Anna e la piazzo a colorare in bilico su una sedia. Mi spiaggio sul divano.

Devo essermi appisolata.

Mi sveglia la sua vocetta allegra.

"Mamma, CHE NOTTE MERAVIGLIOSA.
Abbiamo corso sotto la pioggia e ci siamo bagnati tutti!
E poi è andata via la luce, sembrava di essere in una caverna....e mi sono messa il pigiama prima di cena! Abbiamo ballato con Giulio, e abbiamo mangiato le uova sode, che sono DELIZIOSE (ha detto proprio così)
CHE BELLEZZA.
E ora sono qui tranquilla, e coloro TUTTA LA NOTTE"


(certo che mi sono appisolata, sono le 22!!)


Quando si dice questioni di punti di vista.

martedì 29 novembre 2011

Il cervello dei bambini e i costruttori di persone

Non intendo il cervello dei miei  bambini, anche se ovviamente sono quelli che mi trovo sotto gli occhi ogni giorno, ma insomma, parlo in generale, perché a parte casi particolari suppongo che siano tutti simili.

E niente, mi stupisco di quanto la mente infantile sia miracolosa.
Come un baule vuoto da riempire di tesori, come un enorme muro bianco da coprire di colori e disegni, come un momento di silenzio da far suonare di voci, sussurri e musica.

Anna, soprattutto, si rivela ricettiva all'ennesima potenza e curiosa come solo una bambina che scopre il mondo può esserlo: osserva, ascolta, percepisce e raccoglie tutto.
E poi quella macchinetta incredibile che ha nella testa inizia a girare girare girare e rielabora tutto...e allora ecco le mille domande, ecco le lunghe conversazioni e i racconti ai nonni, ecco i giochi nuovi e le storie inventate e i disegni in cui ritornano (meraviglia!) le cose che ha visto e imparato.
E la memoria ferrea, infallibile, che solo un bambino piccolo può avere, perché è ancora un campo da seminare, non come la nostra che sembra una stanza affollata in cui è difficile stipare altre persone e altre cose: lei ricorda tutto, ricorda episodi e dettagli infinitesimali, impara a memoria una canzone al primo ascolto.

Giulio è piccolo, ma ha già imparato dove stanno i giochi e i libri e si serve da solo, sa riconoscere la pentolina dove scaldo la sua pappa e la sua scodella e quando le vede urla sempre allo stesso modo (!!), ha imparato a fare zuccazucca con babbo, a fare ciaociao quando va a dormire e a battere le manine. Soprattutto ha imparato perfettamente il concetto di "vietato": gattona fino alle scale/allo stereo/al forno, si ferma, si volta a guardarmi e fa "no no no" con il ditino. Salvo poi tentare la tragressione, si capisce.

E mentre osservo queste meraviglie rabbrividisco perché mi rendo conto della responsabilità che ho...perché per i prossimi dieci o quindici anni sarò io, saremo noi, a riempire questa scatola prodigiosa, e questi cuccioli saranno l'uomo e la donna che noi gli permetteremo di essere.
Perché è vero il carattere, è vero l'ambiente e la scuola e gli amici e il resto...ma le fondamenta siamo noi, noi siamo la lente con la quale guarderanno il mondo, e gli insegniamo la lingua con la quale parlare e interpretare ciò che arriverà alle loro orecchie.

E ho paura perché davvero non c'è al mondo mestiere più terrificante e meraviglioso che accogliere e far crescere un essere umano.

martedì 8 novembre 2011

Confessioni di una madre (poco) giocherellona

Va beh, faccio outing.
Io quando leggo delle mamme che si divertono un casino a giocare per interi pomeriggi con i loro pupi, sedute sul pavimento e circondate di costruzioni, bambole e trenini (meglio se autoprodotti), ecco mi sento un po' una merdina degenere.
Insomma, io non è che ci sia proprio portata.
Lo so, non ci sono scuse che tengano, una brava mamma DEVE giocare con i nani che ha messo al mondo, e deve farlo anche per benino. Io mi impegno, soprattutto con Anna, ma dopo un po' mi ammoscio di brutto.
A mia discolpa posso dire che adoro leggerle fiabe, filastrocche e quant'altro, amo disegnare insieme a lei, mi diverto un sacco a cucinare e pure fare i mestieri con lei (dite che si chiama lavoro minorile?)
Sia come sia, il raggiungimento dell'autonomia nel gioco è stato per me uno dei recenti traguardi più festeggiati...festeggiati nel mio puro cuore di madre, intendo, non è che sto qui a gridare "olè, finalmente ti sei messa a giocare da sola e non mi tiri più per le gonne mugolando GIOCHIAMO ALLE PRINCIPESSEEEEE???"
A parte gli scherzi, ero un po' preoccupata per l'arrivo della brutta stagione: a casa alle 16,30, come sbarcare la serata fino a cena, il più delle volte chiusa in casa con due figlioletti che insieme non arrivano a cinque anni?
Come al solito però la Divina Provvidenza aiuta!
Si siede in salotto circondata dalle sue bamboline, i suoi animaletti, le sue costruzioni e gioca, gioca, gioca....fa le vocette, canta le canzoncine, improvvisa interi racconti e discorsi incredibili fra i vari personaggi (devo, devo, DEVO registrarla). 
E devo dire che questa nuova versione di lei, che si immerge in tutti i possibili mondi della sua fantasia è pazzamente affascinante per me...all'inizio ne approfitto per riordinare la casa, preparare la cena e via dicendo, ma alla fine mi ritrovo sempre appoggiata al muro che la guardo un po' di nascosto un po' ridacchiando e un po' trattenendo una lacrimuccia...perché giocare da soli vuol dire diventare un po' grandi, no?

giovedì 19 giugno 2008

Le cose che Anna ama

Siamo grandi, ormai, fra poco Anna compie 4 mesi, ed è meraviglioso accorgersi che ci capiamo!
Forse non alla perfezione, e non sempre, però imparo ogni giorno qualcosina su di lei e sui suoi gusti.


Anna ama la tranquillità e il silenzio: passiamo certe mattine dolcissime, sedute sul divano semplicemente a giocare con un pupazzetto, o con le mani (le sue, le mie, è lo stesso), immerse nel silenzio, solo sussurrandoci qualcosa. E ogni tanto lei si addormenta paciosa, e si sveglia sorridendo.


Anna ama sentirmi cantare: sarà che io canticchio tutto il giorno, e lo facevo anche quando lei era dentro la pancia...ci sono un paio di canzoncine in particolare che conservo per i momenti difficili, o semplicemente quando ho voglia di vederle fare una bella risatona sdentata: basta accennarle e si illumina!


Anna ama guardare le persone negli occhi. Chiunque, anche la signora sconosciuta che le fa i complimenti al supermercato: basta che si avvicini un po' e le metta gli occhi negli occhi e lei ride, sgambetta, e fa lunghi discorsi.


Anna ama gridare, e questo lo sapevamo.


Anna ama addormentarsi sola nel suo lettino, di dormire in braccio non se ne parla, e in generale non è una grande amante delle posizioni a koala..e questo, fatemelo dire con un certo orgoglio, è cosa buona e giusta.


Anna ama i baci e le coccole...in particolare adora i baci sul collo e sui piedini. Fa un' espressione di pura beatitudine che mi fa venire voglia di consumarla di baci fino a mangiarmela.


Anna è stata qualche giorno al mare ed ha un musetto abbronzato che è una meraviglia.


Anna due domeniche fa è stata battezzata fra i suoi parenti e amici: una piccolissima festa, io e il PDMF non amiamo i grandi festeggiamenti per queste cose, ma lei era stupenda...no?


battesimo

sabato 19 aprile 2008

piccola e rosa

Qualche giorno fa siamo andati a fare shopping in un grande centro commerciale qua vicino...necessito urgentemente di qualcosa da mettermi, dal momento che mi sono tenuta circa 4 kg (grazie del regalo, Nana!)e non mi vanno ancora i vecchi vestiti. Alla fine ho preso un paio di cosette, ma della vecchia taglia, che mi stanno ugualmente piccole: va beh, sarà l'incentivo a buttar giù qualcosina.


La Princi se ne sta buona buona tutta la mattina, mostrando di aver preso dalla mamma almeno l'amore per lo shopping, fino a che non arriva l'ora della pappa.
Nel centro commerciale c'è una bellissima nursery con fasciatoi, scaldapappa, giochi e anche un angolino appartato con un comodo divano dove si possono sistemare le mamme-mucche: prendo il mio fagottino mugolante e mi metto comoda per il pranzo.
Ci sono altre tre mammine intente ad allattare, tutte con un maschietto in braccio: quando sfodero la mia bambolina di rosa vestita, con le scarpine sbiluccicose e il bavaglino pieno di cuori e fiocchi sorridono intenerite...mi invidiate ehhh? vorreste anche voi una bambolotta carina dolce e cucciolosa come la mia, ehhh?
Lei è evidentemente la più piccola del gruppetto, e qualcuna mi chiede quanto tempo ha, e tutte sorridono facendole i versetti...poi cala il silenzio, tutte le mamme che rimirano i loro cuccioli che si ingozzano soddisfatti.


Ah, che dolce silenzio...BROOOOOM!!!!!!!
Il terremoto, l'esplosione di un palazzo, la partenza di un razzo interstellare....tutte si voltano verso la fonte dell'orrendo rumore con scritto in faccia "è realmente possibile che sia stato quel fagottino rosa???"....è la Princi che ha  - ehm - avuto un piccolo movimento intestinale...


La mamma sorride un po'imbarazzata, mentre si diffonde nell'aria il fungo atomico.


mese2


(faccetta innocente del piccolo mostro puzzolente)

giovedì 17 aprile 2008

innamorati pazzi...

Il PDMF ha rotto il salvadanaio e sperperato un sacco di soldi per una mega macchina fotografica che sognava da anni...l'arrivo della Principessa e la voglia di fermare ogni sorriso, smorfia e movimento hanno fatto il resto . All'inizio non ero molto d'accordo, mi sembrava una spesa veramente inutile, e poi sapevo che si sarebbe flippato per settimane sul suo nuovo giocattolo (per queste cose è come un bambino di 4 anni)...e in effetti è stato così, da dieci giorni gira per casa come un fotoreporter e nei momenti più disparati sento clicliclic manco fossi una starlette inseguita da un paparazzo.
Ma le foto della Princi sono meravigliose...non vedo l'ora di postarne mezzo miliardo!


Il fatto è che questo papà è totalmente perso per la sua piccoletta..oltre ad essere molto bravo a cambiarla, farla addormentare ecc ecc., è diventato il coccolatore folle!!!
Lui che non è mai stato un tipo troppo sdolcinato si perde a guardarla per ore tutto intenerito, ripetendo come uno scemo "ma non ti sembra bellissima?" e melensaggini del genere.
Io che di mio sono peggio di lui mi sciolgo in brodo di giuggiole quando lo vedo così e lo amo lo amo lo amo mille volte più di prima proprio perché è così cotto della cucciola.


Annina, è incredibile vedere come cambi!!! In questi giorni ci stai facendo divertire da matti con le tue prime prove di voce: dopo la pappa e il cambio del pannolino, in quell'oretta che noi chiamiamo "stato di grazia", ci piazziamo davanti a te e scambiamo due chiacchiere...ci guardiamo e ci sorridiamo un po', all'inizio, giusto per prepararci alla conversazione. Poi noi ti diciamo un po' di cosine, e tu - meraviglia delle meraviglie!!! - rispondi con la tua vocetta piccola e tutta nuova.
Non ho dubbi che tu voglia DIRE veramente qualcosa, proprio a me, o a babbo, perchè ci guardi bene negli occhi prima di sussurrare i tuoi GHE o UAA.
Adori il Nonno e la BisNonna SuperVecchia, e anche con loro fai lunghi discorsi nella tua strana lingua, facendo impazzire di invidia tua Nonna, che non capisce che per far parlare te dovrebbe smettere di blaterare lei...
Mi fai diventare matta d'amore.

mercoledì 9 aprile 2008

Giorno per giorno...

Anna cresce, e ogni giorno è un po’ diversa da quello precedente, e scopriamo qualcosa di nuovo tutti e tre insieme: le luci, le finestre, i pupazzi sulla carrozzina.

Anna piange, e quando piange a volte ridiamo perché fa la faccia buffa, a volte ci fa preoccupare e disperare e esasperare…perché vuol dirci qualcosa e noi stupidi che non capiamo!

Anna mangia, e quando mangia è completamente concentrata, gli occhi chiusi e la manina appoggiata sul petto della mamma.

Anna dorme, e il suo sonno è a volte leggero, a volte pesantissimo, ma sempre sacro e inviolabile: non disturbate quell’angelo paffuto o sarete dannati.

Anna sorride, e forse è solo un riflesso involontario e non vuol dir niente, ma quel sorriso scioglie il cuore e trasforma tutti in giullari imbecilli che tentano in ogni modo di farla ridere ancora.

Anna guarda, i suoi occhioni di quel colore strano si fissano curiosi sul mondo, e tutto è interessante e nuovo e meraviglioso: le travi del soffitto, le righe delle lenzuola, i colori dei pelouches.
Anna guarda e noi impariamo a guardare di nuovo tutte le cose con lei.


mese2

mercoledì 12 marzo 2008

...e lui?

Dad ha proprio ragione, negli ultimi post ho tralasciato un po' troppo il PDMF, che invece è personaggio fondamentale!


Beh, devo dire che è bravissimo : durante la degenza in ospedale, si è prestato a qualsiasi richiesta o necessità con l'abnegazione di un santo, smazzandosi con coraggio le visite di parenti sconosciuti, rincorrendo medici e infermieri su e giù per il reparto, dormendo poco e male e mangiando peggio...


E poi è diventato bravissimo con la piccola: la cambia, la culla quando piange, la veste, le medica l'ombelico eccecc...l'unica cosa con cui anora non ha preso gran che la mano è il lavaggio del culett nel lavandino con la famosa "presa del coniglio": ha paura di farle male, lui è così grande e lei un tale scricciolo!!


Devo ammettere che ha una grandissima pazienza, molto più di me...quando la Nana decide di testare la sua estensione vocale per periodi superiori alle due ore, io smatto decisamente ("Non è nomrale che pianga così...è malata! ha dei dolori terribili! Chiamiamo il 118!!!"  oppure "Lo fa apposta, è un piccolo mostro malvagio! Abbandoniamola chiusa nel ripostiglio finché non scarica le batterie..."), mentre lui riesce a mantenersi calmo e ragionevole.
E sì, sarò una mamma degenere ma in queste occasioni in genere io crollo e lui si aggira per casa con il fagottino urlante finché questo non si spegne .
L'altra sera sono strisciata a letto (ero crollata sul divano mentre lui gestiva la crisi notturna del piccolo mostro) e li ho trovati entrambi addormentati: lui appoggiato alla testat del letto e lei a pancia in giu sul suo petto .


E' ovviamente innamorato della sua piccola: la guarda e ride, perché fa le facce buffe, la guarda e dice che è bellissima, che è grande ormai, che gli assomiglia.
E' il suo cavaliere coraggioso: la proteggerà dai cattivi finchè non sarà grande e forte.


cucu


cucù!!!