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venerdì 8 giugno 2012

L'estate, Peter Pan e l'isola

Finisce il primo anno di scuola materna, e concludiamo in bellezza con la recita delle avventure di Peter Pan sull'Isola che non c'è: e la Princi per una volta dismette gli abiti di lustrini e si tuffa con entusiasmo in un mondo di pirati, coccodrilli e bimbi sperduti.

E una sera mi trovo a insegnarle una delle più belle canzoni del mondo, così semplice da cantare eppure così piena di ... cose.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po' preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

......

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te! 

(E. Bennato)

venerdì 1 giugno 2012

Tra le nuvole

Scuola materna, saggio del corso di educazione musicale.
Una decina di bambini e una buffa insegnante dalla voce soprano intonano canzoncine e semplici coreografie a tempo di musica. Corrono se la melodia accelera, ondeggiano se rallenta, segnano il tempo con bastoncine, campanelline, triangoli.
Sono bravini, si impegnano, si muovono coordinati, un occhio all'insegnante e uno alla mamma o al papà fra il pubblico.
C'è una bambina con la maglietta rosa che è quasi sempre in fondo alla fila.
Canta anche lei, ma spesso perde il filo.
Balla anche lei, ma spesso si ferma, lo sguardo in su o perso chissà dove.
Certo che si diverte, si vede, e anche lei cerca spessissimo gli occhi dei suoi genitori - sono brava, vero? - però non segue con impegno e concentrazione lo spettacolo.
Sembra che ogni tanto decolli per atterrare su un altro pianeta. Guarda in su, e forse vede qualcos'altro, oppure sente un'altra musica, chi lo sa.
La mia parte razionale aggrotta le sopracciglia e si rabbuia, si domanda perché la bambina non si lascia coinvolgere completamente dal gioco, perché quello è un gioco, bello e divertente, e i bimbi sono i suoi amici. La mia parte razionale pensa che è distratta, un po' immatura, forse, o forse ha qualche problema di attenzione.
La mia parte emotiva però la guarda affascinata, e si chiede dove la sta portando adesso la sua fantasia: sta correndo su una carrozza verso un castello incantato? Si nasconde in una giungla misteriosa? Naviga su un veliero sfidando le onde del mare?
E' bellissima, quella bambina distratta e un po' assente, con il naso in su e lo sguardo sognante.
E' bellissima e poetica.

E poi ecco...è la mia bambina.

giovedì 24 maggio 2012

Colpo di fulmine

A seguito di un acquisto compulsivo su Amazon, abbiamo scoperto Roald Dahl...ma dov'era stato finora? Perché non sapevo della sua esistenza? Cosa mi sono persa finora!
Adesso filate tutti a leggerlo ai vostri bambini, perché è assolutamente geniale.
Non c'è da aspettarsi la solita storia a lieto fine, colma di buoni sentimenti, né personaggi inequivocabilmente connotati (il buono e il cattivo, il mostro e la principessa ecc.) o insegnamenti morali.
C'è un umorismo nero, un po' grottesco, spesso politicamente scorretto, ma enormemente divertente e pieno di fantasia e invenzioni.
Questi due libri sono consigliati dai 7 anni, ma la mia piccola quattrenne li ha adorati!

La magica medicina, di R. Dahl


Ci sono un nipotino e una nonna, anziana e malata, una nonnina gentile, che sforna torte e racconta storie...ma nemmeno per sogno!!!
La nonna di George è bisbetica, prepotente, dispettosa e viene pure il sospetto che possa essere una strega...!
George è un bravo ragazzo, ma insomma, proprio non la sopporta!
Un giorno che si trovano da soli in casa e deve occupersi di portarle la medicina, decide di prepararle uno sciroppino "speciale" di sua invenzione....e allora sì che le cose cambiano!


lunedì 23 aprile 2012

Mamma, leggi ancora! Ancora un pezzettino!

Ormai le nostre sessioni di lettura sono limitate ai ritagli di tempo in cui il piccolo Godzilla dorme, pena la distruzione di qualsiasi oggetto cartaceo.
Per fortuna che dorme parecchio, quindi il tempo lo troviamo.

Abbaiare stanca, di D. Pennac

Mi sono pazzamente innamorata di Pennac una quindicina di anni fa, ai tempi dell'Università, quando sfornava un libro della saga Malaussène all'anno.
Me li bevevo letteralmente, sghignazzando da sola e stupendomi continuamente della sua ironia noir, della sua prosa travolgente, della sua capacità di creare personaggi, scenari e intrecci complessissimi eppure assolutamente affascinanti.
E vogliamo parlare dei Diritti imprescindibili del lettore?
 
E niente, non appena Anna è stata in grado di reggere la lettura di libri "veri" mi sono procacciata qualche titolo di Pennac per ragazzi (ce ne sono diversi!).
 
Questa è la storia di un cane. Un cane comune, bruttarello, nato randagio e vissuto in una discarica finché viene rinchiuso in un canile e successivamente adottato da una famiglia. Ma il lieto fine tarda ad arrivare, prima ci sono parecchie difficoltà da superare, lezioni da imparare, legami da stringere e sciogliere.
 
E' la storia di un cane, narrata da un cane che guarda il mondo e gli esseri umani con i suoi occhi e soprattutto li annusa, li ascolta, si gode le loro carezze e si busca i loro calci. 
E giudica il mondo e gli esseri umani, e li ama, con il suo semplice cuore di cane.
E ci sono avventure, paure, amicizie indistruttibili e amori impossibili, vendette e sorprese.
Ululati e miagolii.
 
Pennac non delude nemmeno quando si rivolge ai bambini: la storia tiene il loro cuore avvinto alle vicende del protagonista, impazienti di sapere cosa succede, se alla fine starà bene, se troverà il porto sicuro di un amore che sia davvero per sempre. E c'è tanto da ridere, perché i comprimari (cani, gatti, umani) sono spassosi, affascinanti, bizzarri.
 
E alla fine, ovviamente, oltre al cavallo di Pippi, Anna vuole anche un cane.
 
Abbaiare stanca. La forza non conta niente nella vita. Saper schivare è quello che conta.

mercoledì 21 marzo 2012

Piccole lettrici crescono

L'influenza ci ha segregate in casa sole solette per sette lunghi giorni, e fra un capriccio e l'altro, un aresol e un antibiotico, un cartone e l'altro una sessione di yoga e l'altra abbiamo avuto tutto il tempo per leggere e leggere e ancora leggere...entrambe spaparanzate sul divano, fra i cuscini, con una calda copertina addosso e magari un biscottino da sgranocchiare.

E ieri sera abbiamo letto l'ultima pagina, ridendo divertite anche se un po' dispiaciute che fosse finito.

Pippi Calzelunghe, di A. Lindgren

Anche se mi spremessi il cervello fino a domani non riuscirei a dire niente di originale e non già detto su questa buffa e imprevedibile bambina con le lentiggini e le treccine rosse.

Pippi è coraggiosa e autonoma: vive da sola ma non ha paura di niente, cucina da Dio e si occupa della casa e gestisce tranquillamente il suo piccolo gruzzolo di monete d'oro!

Pippi è smisuratamente forte: riesce a sollevare un cavallo senza nessuno sforzo! Ma in genere usa la sua forza per difendere sè e gli altri dai cattivi, o per divertirsi un po'.

Pippi è un po' strana: dormire coi piedi sul cuscino o tuffarsi di testa nelle pozzanghere non è roba da tutti.

Pippi è un'amica generosa e leale, non ha pregiudizi né chiusure verso niente e nessuno, è limpida e accogliente come solo i bambini sanno essere quando sono veramente "liberi".

Pippi è anticonformista: non accetta come risposta "questo non si fa perché non sta bene". Lei chiede sempre "perché", e se la risposta non è soddisfacente, beh...

La Princi è una grandissima fan di Pippi: è assolutamente stregata da questo strano mix di trasgressione e positività, e se a volte resta un po' a bocca aperta per certi comportamenti "politicamente scorretti" (ma come, Pippi non va a scuola? e va a letto tardissimo, quando vuole lei? prende a calci nel sedere I POLIZIOTTI? Si arrampica sul tetto?), la generosità e bontà di Pippi sono sempre rassicuranti.
E vorrebbe tanto un cavallo da tenere in veranda e un piccolo Signor Nilsson da coccolare.

Io amo tantissimo Pippi perché è immensamente diversa da tutte le principessine, le fatine, le ballerine, o anche le orfanelle o le povere-ma-belle che riempiono la letteratura per l'infanzia.
Le voglio bene, perché è un modello positivo.

Fatelo leggere ai vostri bambini - e soprattutto alle bambine!

lunedì 5 marzo 2012

Il nostro primo libro: eccoli qua!!!

Nel week end abbiamo finito di leggere Il mago di Oz e ci è piaciuto così tanto che ci siamo armate di carta e colori e abbiamo fatto un bel ritratto di tutti i personaggi!

I quadrettini del vestitino e Totò sono opera della mamma
(e la Princi ha avuto a che ridire: "Totò sembra una mucca", ha detto.)
Non è bellissimo??? Il mio preferito è lo Spaventapasseri "con tutte le PAGLIE intorno".

martedì 28 febbraio 2012

Il nostro primo libro

Sarò scema, ma sono emozionata!
Io e Anna stiamo per finire di leggere il nostro primo libro!
Ovviamente non intendo i libri di favole o i libretti per bambini piccoli (quelli ne abbiamo macinati centinaia ormai), ma un libro vero, una storia lunga, complessa, tante pagine, che ha richiesto diverso tempo.


Il mago di Oz, di L. Frank Baum
L'ho preso su Amazon tempo fa, insieme a un sacco di altri libri carinissimi, approfittando degli sconti. Avevo visto che era consigliato a partire dagli otto anni, e pensavo di aspettare un po' per tentare la lettura...però ero curiosa (non ricordo di averlo letto, da piccola) e una sera piovosa, Giulione ronfante e noia galoppante, abbiamo aperto la prima pagina.

Devo dire che è leggibilissimo anche per bimbi più piccoli.
In genere le nostre "sessioni" di lettura durano dai 5 minuti (se il nano si sveglia, se la cena brucia, se la nonna telefona) a una mezz'oretta, e la mia piccola lettrice si è sempre bevuta fino all'ultima parola con grandissima attenzione e concentrazione!

Tra l'altro la storia è ben organizzata in capitoli abbastanza brevi, ognuno dei quali si conclude senza lasciare "in sospeso" il lettore...insomma, sembra pensato proprio per lettori in erba!
Lo stile è semplice, scorrevole, assolutamente ben comprensibile e essenziale quanto basta.

E la storia? A noi è piaciuta tantissimo.

Dorothy e il suo cagnolino Totò abitano nel grigio e triste Kansas con gli zii.
Un brutto giorno un violento uragano investe la casetta in cui si trovano la bimba e il cucciolo e la trasporta in volo in un paese sconosciuto, pieno di meraviglie e di pericoli.
Dorothy incontra personaggi incredibili: fate buone e streghe cattivissime, animali mai visti, omini dalle strane abitudini e mostri di tutti i generi...ma soprattutto tre personaggi che diventeranno i migliori amici dei nostri eroi: lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di stagno e il Leone Codardo.
Dorothy fa la loro conoscenza lungo il cammino che la porta verso la Città degli Smeraldi, dove spera di incontrare il Grande Mago di Oz al quale vuole chiedere di rimandarla a casa: ognuno di loro ha un sogno, una necessità, un dono da chiedere al Mago, quindi decidono di affrontare insieme il lungo e pericoloso viaggio, pieno di avventure, che li porterà alla Città degli Smeraldi.

E' una storia di parla di amicizia, di lealtà, di coraggio. E di tante altre cose.
E' una storia divertente e appassionante.

La Princi ha riso tanto, a volte rimane ad ascoltare a bocca aperta, altre volte con l'espressione corrucciata, e altre ancora perfino con gli occhi lucidi.
Dopo ogni sessione di lettura, invariabilmente, passa un po' di tempo a giocare a "io sono Dorothy", parlando con i suoi amici immaginari.

E io penso che alla fine sia questo che dimostra la bellezza di una storia: le emozioni che suscita, i sogni che fa nascere, la fantasia che fa volare.

lunedì 20 febbraio 2012

Carnevale!


Aspettavamo questo momento da...Carnevale scorso, tipo?
Appena dismesso il tutù da ballerina decidemmo che quest'anno sarebbe stata Pippi (e ogni volta che lei si distraeva e tirava fuori che voleva travestirsi da principessa o da Wynx - mioddio - provvedevo saggiamente a rileggere un pezzettino del libro o rivedre una puntata in tv in modo da riaccendere la passione :-) ).
E Pippi sia!
Maglietta, tunica, calzamaglia e calzettoni comprati in saldo a tre lire, qualche toppa e bottone cuciti qua e là, le obbligatorie lentiggini e treccine...e ovviamente il Signor Nilsson sempre in braccio*.

*Il casting per trovare la scimmia perfetta in effetti ha portato via un po' di tempo.

martedì 14 febbraio 2012

1° Zebuk Day...libera un libro!


Oggi è San Valentino, e lo festeggio parlando d'amore, certo, ma di un amore speciale...l'amore per la lettura, per tutti i mondi magici e sconfinati in cui possiamo tuffarci semplicemente sfogliando le pagine di un bel libro.

Aderisco alla bellissima iniziativa di ZEBUK, che consulto spesso e volentieri prima delle mie scorribande in libreria o su Amazon e ecco a voi il mio libro liberato!

Ho scelto "Il buio oltre la siepe" di H. Lee perché è un libro veramente tosto, scomodo e impegnativo, che non si può leggere senza porsi delle domande e farsi venire qualche dubbio.
Un libro che si ricorda e che lascia il segno.

L'ho liberato alla fermata dell'autobus vicino all'ospedale, in questa fredda mattina di febbraio, e spero che sia apprezzato da chiunque lo trovi.

Buona lettura!

lunedì 23 gennaio 2012

Storie, fantasmi e fiori

storie storie ...e ancora storie!
Non c'è cosa che la Princi ami di più delle storie.
Vanno bene tutte: Pippi Calzelunghe, i librini dei cartoon della Disney, i libretti cartonati con le favolette sceme da bimbi piccoli, i fumetti, perfino un librino (oggettivamente da-brividi) che racconta le avventure di sette sgallettate che frequentano una scuola per "perfette principesse".
In questi giorni va per la maggiore un libro assolutamente stupendo di Roberto Piumini e illustrato da Anna Laura Cantone (adoro), pieno zeppo di storie brevi, delicate, divertenti e filastrocche veramente geniali che alla decima lettura lei già conosce a memoria. Devo ammettere che la sera non vedo l'ora di mettere a letto Giulio, relegare Babbo in cucina a riempire al lavastoviglie e avvolgermi nella nostra copertina per leggerne qualcuna.

Ma quando il libro non c'è o non è possibile leggerlo?
Appena saliamo in macchina, dal seggiolino posteriore sempre le stesse parole "Mi racconti una storia inventata??"...cioè, mia figlia non mi chiede i grandi classici tramandati per generazioni e generazioni, lei vuole le storielle zoppicanti e spesso surreali che la mia mente partorisce nel tragitto asilo-casa, mentre cerco di schivare SUV impazziti, spegnere Piumino frignante e ricordarmi la lista della spesa!
Mi invento avventure di coccinelle senza puntini, serpenti smarriti che fanno amicizia con i bambini, folletti di Babbo Natale disubbidienti e bambini obesi che mangiano solo dolci....inizio il racconto senza sapere minimamente dove andrò a parare, ma bene o male la storia trova sempre la sua via, si stiracchia per mettere insieme capo e coda e a volte troviamo pure la morale, tié!

A volte la stuzzico, insisto, mi lamento: la storia deve inventarsela lei.
E qualche volta lo fa: storie pazze di tetti attaccati al cielo con la colla e di cani che mangiano spaghetti a casa delle streghe cattive.

A volte sono proprio distrutta, oppure un po' incaxxata, o magari rimugino sui massimi sistemi (tipo quel reggiseno di Intimissimi che adoro e costa solo 10 € ma mi-va-stretto-DI-TORACE) e allora proprio la storia inventata no, perché
"Annina, oggi niente storia inventata"
"Noooo ma perchééé"
"perché...ehm...ho la testa vuota, non ci sono più storie"
"....come? E non tornano più?" (vocetta lacrimosa)
"Tornano, tornano. Stanotte."
"E come fanno a  tornare?"
"Ehmm....ecco, quando dormo arrivano tutte le storie, nel silenzio, come tanti fantasmini piccoli e luccicanti, volano per la camera e alla fine entrano nella mia testa. Quando mi sveglio alla mattina, ecco, ci sono tutte le storie"
".....ma se per sbaglio entrano nella testa di babbo o di Giulio?"
"...ahem, senti, ma perché non mi racconti TU una storia inventata?"
"Non posso, anche io ho la testa vuota!"
"UFF, allora dobbiamo aspettare che stanotte mentre dormi le storie entrino nella tua testa "
"No, nella mia testa non entrano di notte. Entrano solo quando è caldo, di primavera"
"Bello, tipo che crescono come fiori??"
"Si!!! Le tue storie entrano come fantasmini, le mie crescono come fiori!"