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giovedì 5 aprile 2012

Correndo. Troppo.

Ci sono periodi come questo, in cui le ore del giorno sembrano non bastare, e annaspo, corro, faccio e disfaccio programmi e liste di impegni, mi rodo perché non ho avuto tempo, avrei dovuto, avrei potuto, vorrei ma non riesco, mi perdo in cose apparentemente piccole ma che forse piccole non sono, mi arrabbio e non dovrei ma non riesco a evitarlo.

E corro corro corro, il mattino diventa sera in un baleno e si ricomincia.

Ci sono periodi come questo, che bisognerebbe solo uscire al mattino presto per respirare l'aria di primavera, e farsi baciare dal sole e abbracciarsi e rotolarsi nell'erba: le scrivo e sembrano bucoliche banalità, e invece è quello che vorrebbe il mio cuore.  

 E ci sono loro, e le ore che passiamo lontani, e quelle che passiamo vicini ma siamo stanchi, preoccupati e ansiosi. 


Anna che ha imparato a scrivere il suo nome e da un mese disegna solo casette rotonde e colorate.

Giulio che ha imparato a baciare e bacia bacia bacia, e ogni bacio che mi dà mi fa tremare il cuore.

giovedì 16 febbraio 2012

Education for dummies: la gestione dei conflitti

Immagino che qualunque mamma-di-due (e a maggior ragione di tutti i numeri superiori...sante donne) si ritroverà in questa amena situazione.
 
Siamo a casa, magari dopo una giornata all'asilo e al lavoro, ma anche no.
 
Tu devi:
  • stirare
  • cucinare
  • fare otto lavatrici
  • chiamare la zia Domitilla
  • spulciare il cane
  • (ecc)
Quei due bassetti lì devono solo ed esclusivamente:
  • mantenersi in vita e in salute
  • evitare di distruggere almeno i mobili e i muri portanti
  • e magari intrattenersi tranquillamente per...un paio d'ore?
Direi che la soluzione migliore sarebbe una partita a scacchi, o la lettura di un bel libro, o meglio ancora una bella seduta di meditazione.
 
Ma quei due hanno insieme 5 anni.
La grande è una Principessa spodestata dal trono, ma che ha comunque ambizioni di potere sul mondo e adora le bamboline di carta.
Il piccolo è stato affettuosamente soprannominato dal nostro quattrenne vicino di casa "Giulione dannato bestione" e ha una atavica passione per tutto ciò che può mordere masticare ingoiare.
 
Il limite di convivenza dei due nella stessa stanza in modalità pacifica si aggira intorno ai due minuti e mezzo, dopo di che, alternativamente:
  • lui/lei prende un qualsiasi oggetto (peluche, libro, pantofola, cucchiaio, telefono) che prima lei/lui manco vedeva, ma adesso le/gli è indispensabile, oppure
  • lui/lei strappa di mano all'altro/a il gioco con cui sta giocando oppure
  • lui riduce la bambola di cartoncino in una palla di carta e bava buona per la cartapesta (o comunque distrugge qualsiasi cosa con cui lei stia giocando) oppure
  • lei si mette appollaiata sulla spalliera del divano e gli tira le cose in testa: lui non si lamenta per il bombardamento, ma rosica mostruosamente perché non ce la fa ad arrampicarsi fin lassù. Oppure, lei sale per le scale e si chiude dietro il cancellino e lo sfotte da lassù mentre lui tenta di scardinare il cancello stesso.
Comunque sia, finisce sempre con qualcuno che piange.
In genere lui piange di frustrazione perché non riesce a fare le cose che fa lei, lei piange di rabbia perché lui le ruba i giochi (e assicuro che è impossibile riprenderli) o glieli distrugge.
 
Poi ovviamente si malmenano: lui la schiaffeggia senza pietà, poi le strappa i capelli e in ultima istanza la morde. Devo dire che lei si trattiene, non lo cazzotta poi tanto: non ho capito se ciò sia frutto della mia buona educazione o del fatto che lo teme, in quanto lui è molto più forte di lei.
 
 Alla fine piangono tutti e due, volume sette miliardi e mezzo di decibel.
 
Come la colomba di Noè porto pace, e si rientra nel loop.
Due minuti e mezzo e via.
Per n volte.
 
La domanda è: C.... fa la mamma in questi casi?
 
In genere io applico la filosofia "finché non si mettono in pericolo di vita, se la sbrighino da soli": intervengo solo se il litigio si protrae troppo a lungo - e qua l'intervallo di tempo dipende da n fattori tipo la mia stanchezza, il periodo del mese, il mio scazzo ecc., se urla e pianti rischiano di mandare in frantumi i cristalli di Boemia oppure se veramente uno dei due sta per finire all'ospedale.
 
Non mi va di tartassare la povera Princi con la barbosa predica "tu sei grande e lui è piccolo", perché cavolo, è piccola anche lei!
Io penso che a quattro anni i giocattoli siano più o meno TUTTO, e se un nano te li ruba e te li rompe he devi fare? Offrirgli un caffè? Ovvio, piangi e lo picchi.
 
Insomma, questi due sono come i famosi ricci della favola: devono imparare a gestire gli aculei per non pungersi, dal momento che dovranno convivere per altri 14 anni (perché a 18 anni se ne andranno di casa, VERO????).
 
(dopo tre minuti lo ha preso a cucchiaiate in fronte e lui le ha sputato addosso la pasta)
 

giovedì 9 febbraio 2012

Festa di compleanno: ma devo proprio?

Necessaria premessa: io non ho mai fatto una festa di compleanno con gli amichetti, né a 4 né a 14 né a 24 anni. E sono sopravvissuta. I miei sono genitori degeneri?

Fra una ventina di giorni la Principessa compie quattro anni e stavolta sta facendo il conto alla rovescia verso il suo compleanno da tipo...uhm, direi tre mesi. C'è una certa aspettativa, insomma.
Le ho comprato un regalo bellissimo, ma questa è un'altra storia.

Il fatto è che dalla fine della vacanze di Natale a oggi è stata invitata a non meno di quattro feste di compleanno di amichetti/e, alle quali ovviamente abbiamo partecipato: conseguentemente lei dà per scontato che anche per il suo compleanno ci sarà una festa come quelle.

Dico "come quelle" perché in effetti sono state...tutte uguali. Standard.
Stessa location, cioè una specie di ludoteca gestita da una cooperativa che affitta spazi per feste, carina colorata, con molti giocattoli. Non so se ne esistano altre in città, ma questa è quella che scelgono tutti, forse perché ben raggiungibile, con spazio per parcheggiare ecc.
Stesso svolgimento, cioè gioco libero per un po', arrivo dell'animatore, giochini vari, torta e ciao.
Stessi bambini, perché a questa età gli amichetti sono quelli della scuola materna, magari qualche figlio di amici, ma alla fine siamo sempre lì.
Stessi regali. Troppi. Rosa. Barbie, HK e compagnia bella. Scartati e subito buttati in un angolo per aprire quello dopo.

A casa nostra non è pensabile, lo spazio è veramente troppo ridotto, la zona un po' isolata con tanto di strada sterrata, insomma, non praticabile.
Dovrei esplorare altre possibilità, trovare un altro locale, organizzare tutto da me, ma sinceramente sono stanca, ho mille cose per la testa...'n c'ho voglia.
Ecco, l'ho detto.
La soluzione più indolore sarebbe la festa Standard, ma a me la festa Standard sinceramente non piace, proprio per niente.
E poi, ma per forza bisogna iniziare a fare le feste di compleanno a questa età?
Ai miei tempi col cavolo! Al limite venivano un paio di amichetti a giocare a casa e tutti erano felici.
E adesso vedo che amiche e colleghe organizzano feste per bimbi di UN anno. Boh.

Però so che a lei piacerebbe, ed è questo l'importante. E' questo l'importante?
Voglio dire, dovrei farla, anche se non sono affatto convinta altrimenti lei rimarrà delusa?
Le verranno i complessi di inferiorità?
Si sentirà diversa, emarginata, reietta, la Piccola Fiammiferaia?

....troppe pippe?

venerdì 27 gennaio 2012

Il primo e il secondo

Il primo figlio è quello che:
- Non mangia?
- Oddio, la pappa è troppo calda? Troppo insipida? Troppo brodosa? Gli fa schifo? Oddio, gli fa schifo la carota, e pure la zucchina, schifa le verdure, diventerà obeso, avrà il colesterolo a mille, resterà nano per sempre! Oppure è ammalato? mal di pancia, mal di gola, virus Ebola? Sono i denti? Non mangia per vendicarsi che l'ho mandato all'asilo? Io chiamo il pediatra!!!!
- Gattona?
- Oddio devo pulire e ri-pulire e disinfettare il pavimento, metti che si rotola a terra e poi mette le mani in bocca! Oddio, ha le mani sporche si sta succhiando il dito, prenderà un'infezione...Io chiamo il pediatra!
- E' caduto e ha un bernoccolo?
- ODDIO!!! Metti il ghiaccio, metti il ghiaccio! Non vuole il ghiaccio, piange, chi sa che dolore! Controllalo, ti sembra che cammini normale? Non farlo addormentare per l'amor di Dio, potrebbe avere una commozione cerebrale! Oddio, sbadiglia, si addormenta io chiamo il pediatra!
Fa i capricci perché vuole stare in braccio e si rotola a terra in preda all'isteria?
- Oddio si sente trascurato/non amato/non stimolato a sufficienza, si sente male, ha una crisi esistenziale, ha le convulsioni! Vieni cucciolo dalla mamma, ti coccolo io, smetto di cucinare, di telefonare, di vestirmi, no no non faccio nemmeno la pipì, sto qui con te tesorino. Non passa? Forse devo chiamare il pediatra!


 Il secondo figlio è quello che:
- Non mangia?
- Ci credo, la nonna gli ha dato tre volte merenda. Pazienza, mangio io la tua pasta, senti che buona! Vorrà dire che mangerai un po' della nostra pasta coi broccoli.
- Gattona?

- Era l'ora che diventasse semovente...il pavimento è un po' zozzo, ma chissene, sono tutti anticorpi. Cos'è che ha in mano? Un GRILLO MORTO? Ops, l'ha mangiato, che sarà mai, quel che non strozza ingrassa.
- E' caduto e ha un bernoccolo?
- ...sbrigati che facciamo tardi! Ecco mettigli il cappello che non si veda niente, magari le maestre non se ne accorgono subito e pensano che se lo sia fatto all'asilo...non vorrei che pensassero che lo bastoniamo. Ecco dormi tesoro, dormi che ti passa.
- Fa i capricci perché vuole stare in braccio e si rotola a terra in preda all'isteria?
- ...ecco, sdraiati sul tappeto almeno quando sbatti la tesa in preda al demone non ti fai male. Tiè, gioca con il mestolo e statte zitto un attimo, che devo chiamare Elvira.
E come dice mia nonna "Piangi? Riderai quando ti sposi!"

Tutti gli eventi sopra descritti sono realmente accaduti in questa casa (ehm, grillo compreso).

venerdì 13 gennaio 2012

(Giuste) recriminazioni

Ieri sera, mentre stiamo cercando di terminare la cena in pace, intrattenendo nel contempo un Piumino distrutto che piagnucola e sbadiglia, Anna alza su di me e Babbo due occhi piuttosto seri e sgancia la bomba "Vabbè che Giulio è piccolo, ma qualcuno può stare un po' con me?".
Penso che nel silenzio che è seguito tutti possano aver distintamente sentito il mio povero cuoricino di mamma spezzarsi a metà e rotolare tristemente sotto il tavolo insieme alle briciole di pane (e a tutto ciò che normalmente staziona sotto il mio tavolo da pranzo).

E' inutile fare giri di parole: la piccola Principessa rivendica tempo, spazio, attenzione e occhi solo per lei.
E come darle torto? Ha perfettamente ragione.

La giornata all'asilo è divertente, colorata, piena di amici e di belle cose da fare.
Poi arrivo io a recuperare lei e Giulio e di solito torniamo a casa, salvo visite a nonni o amichetti o un salto al supermercato.
Da quando ho ripreso l'orario pieno al lavoro ho rinunciato definitivamente a sbrigare a qualsiasi faccenda domestica nelle due ore e mezza seguenti: mi limito a scaricare scarpe e cappotti in camera da letto, però la cena (per Giulio e per noi) va preparata, e quasi mai sono così brava da riuscire a portarmi avanti il giorno precedente.
E poi Giulio è stanco, e quando Giulio è stanco è uno strazio, una piattola, una croce, un frignante Koala di 12 kg che mi ritrovo attaccato al collo, alle gambe, ai capelli e quando mi allontano si fa venire delle crisi isteriche da paura.

Proviamo a leggere una storia, a giocare un po' con il Didò, a iniziare un disegno, ma dopo tre minuti devo recuperarlo in cima alle scale, o infilato nell'oblò della lavatrice, o intento a smontare lo stereo, o soltanto devo accorrere perché piange e piange e piange e vuole solo stare in braccio.
E Anna resta sola con il suo libro, il suo Didò, il suo disegno.
Mi chiama e provo a riprendere il gioco con lei, ma ovviamente Godzilla allunga le manine e distrugge tutto e lei si arrabbia.
Oppure non mi chiama, continua da sola, ma le formine non vengono bene, il disegno è difficile, anche lei è stanca e si innervosisce e fa i capricci, e piange.
Pure lei.
Poi devo far mangiare Giulio, che ancora non riesce a fare i nostri orari, alle 19 ha fame e alle 20 muore di sonno. Poi arriva Babbo e ceniamo, e lei va a letto presto, perché alle 7 deve svegliarsi e siamo tutti di corsa.

E mi sembra così grande, è una donnina, e la sgrido quando fa i capricci, la sgrido troppo, ci resta male, e ci resto male anche io, e mi innervosisco, e la sgrido ancora.
Mi pento e la travolgo di abbracci e baci e le ripeto mille volte che la amo, ma dopo 5 minuti combina qualcosa e la sgrido ancora.

E so che le manca il tempo che prima passavamo insieme tranquille, io e lei, tutti i nostri libri, i nostri lavoretti, le nostre coccole. Lo so perché mancano anche a me, e allora cerco di ritagliare spazi solo per lei, andiamo a teatro, facciamo una passeggiata solo noi due, Babbo la porta in biblioteca...ma riusciamo a farlo solo nel fine settimana, e neanche sempre, e gli altri giorni lui torna tardi e sono solo io e loro sono due.
Ma Giulio ha un anno e un bisogno assolutamente animalesco di sentirmi, dopo tante ore di lontananza, e non riesco, non posso negarmi.

E il mio cuore rotola sotto il tavolo...

martedì 3 gennaio 2012

Più bravi di chi?

Ripensando alla festa di Natale della scuola materna, rivedendo il video diligentemente fatto da Babbo guardo la Princi seduta in mezzo ai bimbi della sua classe che partecipa all'evento.
Vicino a lei c'è la sua famosa amica streghetta, ti pareva! Sono inseparabili. Eppure, quanto sono diverse.
L'amichetta in questione è una vera e propria primadonna: si ricorda perfettamente le parole delle canzoni, imbrocca tutti i movimenti, batte le manine a tempo di musica, è bravissima....e si diverte un sacco.
La Princi si distrae continuamente, smette di cantare e ricomincia a metà strofa, perde tempo a sistemarsi il cappello sulla fronte, si infila le dita nel naso, cambia posizione duemila volte, sgomita con il bambino accanto....e si diverte un sacco.
Quando la vado a prendere il pomeriggio mi accorgo che quasi tutti i suoi compagni si tolgono i calzini antiscivolo e mettono le scarpe da soli. Lei non ci pensa nemmeno: si siede sulla panca (se va bene, altrimenti devo placcarla e immobilizzarla) e si fa servire, aria persa e naso in su.
Il bimbo dei nostri vicini, che ha la sua età, va in bici, in monopattino e sui rollerblade. Lei spinge la bici (nel senso che cammina spingendola con le mani) e ci sale sopra trenta secondi, giusto per non farmi dire per l'ennesima volta "ma cosa te l'abbiamo presa a fare se non ci vaiiiii???"

In compenso la Princi ha una proprietà di linguaggio spaventosa: usa il congiuntivo meglio di me e fa sfoggio di un vocabolario invidiabile. Davvero non scherzo quando dico che molti miei colleghi di lavoro parlano peggio di lei.

Con questo voglio solo dire che tutti i bambini sono diversi, hanno tempi diversi, abilità diverse, inclinazioni diverse, e misurare la maturità o l'intelligenza o la "bravura" (???!) di un bambino sulla base di cosa sa o non sa fare rispetto ai suoi coetanei rischia di essere molto frustrante sia per lui che per i suoi genitori.
Oltre che inutile e - lasciatemelo dire - spesso ridicolo.

Lo so che sono questo discorso ho scoperto l'acqua calda e che ogni genitore mediamente decente oggi non sottoporrebbe mai il proprio figlioletto a un continuo confronto con gli altri e men che meno lo spingerebbe a dover essere sempre migliore di tutti gli altri...o no?
No.
No perché mi rendo conto che la tentazione a fare confronti, a paragonarsi agli altri, a sottolineare la nostra superiorità o viceversa a deprimersi se non siamo "all'altezza" è forte, fortissima, e diventa assolutamente potente quando in ballo ci sono i nostri figli.
Il punto di partenza, le intenzioni, sono dei migliori: li amiamo più di ogni cosa e vogliamo il meglio per loro. Il fatto è che da questo spesso si rischia veramente di esagerare, di farsi problemi e pippe inesistenti, di caricari questi poveri figli di responsabilità e aspettative del tutto assurde e inutili.
Non facciamo questo errore. Me lo dico da sola, perché mi conosco, predico bene e razzolo male: io gongolo quando mi sembra che i miei figli dimostrino una qualche superiorità rispetto agli altri (ma per fortuna me lo tengo per me), io spesso mi rivolgo a Anna con l'odiosa frase "Guarda! Gli altri bambini sanno mettersi le scarpe e tu no", io me la sogno bravissima a scuola, più brava di tutti.

La competizione può essere un buono sprone a migliorarsi e a dare il massimo, ma deve essere ben dosata e "sana", e sinceramente penso che sia roba da grandi. Un adulto ha (dovrebbe avere) la maturità di saper gestire al meglio questo aspetto di sé, trasformandola in energia positiva.
Io credo che a un bambino porti solo frustrazione, paura di sbagliare, ansia.

Lasciamo la competizione ai grandi, e l'amore (incondizionato) ai piccoli.

Questo post partecipa al blogstorming

martedì 29 novembre 2011

Il cervello dei bambini e i costruttori di persone

Non intendo il cervello dei miei  bambini, anche se ovviamente sono quelli che mi trovo sotto gli occhi ogni giorno, ma insomma, parlo in generale, perché a parte casi particolari suppongo che siano tutti simili.

E niente, mi stupisco di quanto la mente infantile sia miracolosa.
Come un baule vuoto da riempire di tesori, come un enorme muro bianco da coprire di colori e disegni, come un momento di silenzio da far suonare di voci, sussurri e musica.

Anna, soprattutto, si rivela ricettiva all'ennesima potenza e curiosa come solo una bambina che scopre il mondo può esserlo: osserva, ascolta, percepisce e raccoglie tutto.
E poi quella macchinetta incredibile che ha nella testa inizia a girare girare girare e rielabora tutto...e allora ecco le mille domande, ecco le lunghe conversazioni e i racconti ai nonni, ecco i giochi nuovi e le storie inventate e i disegni in cui ritornano (meraviglia!) le cose che ha visto e imparato.
E la memoria ferrea, infallibile, che solo un bambino piccolo può avere, perché è ancora un campo da seminare, non come la nostra che sembra una stanza affollata in cui è difficile stipare altre persone e altre cose: lei ricorda tutto, ricorda episodi e dettagli infinitesimali, impara a memoria una canzone al primo ascolto.

Giulio è piccolo, ma ha già imparato dove stanno i giochi e i libri e si serve da solo, sa riconoscere la pentolina dove scaldo la sua pappa e la sua scodella e quando le vede urla sempre allo stesso modo (!!), ha imparato a fare zuccazucca con babbo, a fare ciaociao quando va a dormire e a battere le manine. Soprattutto ha imparato perfettamente il concetto di "vietato": gattona fino alle scale/allo stereo/al forno, si ferma, si volta a guardarmi e fa "no no no" con il ditino. Salvo poi tentare la tragressione, si capisce.

E mentre osservo queste meraviglie rabbrividisco perché mi rendo conto della responsabilità che ho...perché per i prossimi dieci o quindici anni sarò io, saremo noi, a riempire questa scatola prodigiosa, e questi cuccioli saranno l'uomo e la donna che noi gli permetteremo di essere.
Perché è vero il carattere, è vero l'ambiente e la scuola e gli amici e il resto...ma le fondamenta siamo noi, noi siamo la lente con la quale guarderanno il mondo, e gli insegniamo la lingua con la quale parlare e interpretare ciò che arriverà alle loro orecchie.

E ho paura perché davvero non c'è al mondo mestiere più terrificante e meraviglioso che accogliere e far crescere un essere umano.

mercoledì 16 novembre 2011

Piccolo spazio pubblicità

Ecco, ci siamo, la Princi non ha ancora quattro anni e già ondeggia pericolosamente sull'orlo del baratro del più bieco consumismo occidentale.

Ovviamente la signorinella in questione non ha libero accesso alla TV, le sono concessi un paio di DVD a settimana  - le solite pallose Cenerentole e Sirenette, e meno male che si è rivelata amante anche di titoli vintage come la Spada nella roccia e Robin Hood, molto più divertenti (per me, intendo).
Per il resto, niente. A pranzo e cena niente TV, e prima di andare a letto preferisce giocare un po'.

L'unica concessione è Heidi mentre fa colazione, al mattino.
In realtà il fatto è che l'incaricato al trasporto mattutino all'asilo (cioè Babbo) sperimenta qualche difficoltà nella gestione simultanea di entrambi i nani e di se stesso alle 8 del mattino, quindi la trasformazione della bambina in una statua di sale per una ventina di minuti gli fa gioco eccome.

Bastano questi pochi minuti per renderla del tutto schiava delle canzoncine e delle lucette della pubblicità?
Certo, c'è l'asilo, e gli altri bambini, e le amichette streghe, mannaggialloro.

E allora,
- Mamma, io sono Blum
- CHI!?
- BLUM, quella delle Wynx....senti qui: Fiamma del dragooo!
- (Oddio NOOOO)....
- Mamma, Tizia ha la bambola di BLUM, mi compri la bambola di BLUM? E la maglietta di BLUM?

e poi
- Io voglio le bambine...
- ?
- SI DAIII quelle bambine della televisione....quelle che sciano...me le compri?
(ndr: ancora non ho capito cosa siano)

e ancora
- Guaaaaardaaaaaaaaaa (appiccicandosi a una vetrina)!! La bambola della televisione!!!! La vogliooo!!!
- Anna, spiccicati da quella vetrina, la signorina ci sta guardando male...
- Me la compriii? Dai me la compriiiiiii
(ndr: provo a barattare l'orrida bambola con un libro, ma funziona sempre meno)

e via dicendo.

Per dire, io non sono una talebana del gioco steineriano e dei puzzle in legno d'olivo, non sono una purista ascetica che fa il pane in casa e cuce da sola i vestiti per i figli.
Mi piace lo shopping, mi piacciono i centri commerciali luccicanti, a volte cedo alle lusinghe della pubblicità.
Però io sono adulta e riesco (quasi) sempre a regolarmi.
Ma un bambino?

giovedì 27 ottobre 2011

Le streghe che fanno ridere e quelle che no*

La Princi alla materna ha tre amichette del cuore con le quali da un bel po' fa comunella. Giocano, chiacchierano, a volte litigano, ma si cercano sempre.
Le maestre sogghignano quando mi indicano quel buffo gruppetto, loro le chiamano Il Quartetto Cetra e più di una volta le ho trovate tutte e quattro sedute in un angolo dopo una ramanzina (in genere perché fanno un casino infernale durante l'ora della nanna): se ne stanno in castigo un po' imbronciate, ma tutto sommato non se ne fanno una malattia....anzi.
Dopotutto una piccola punizione scontata con le amiche del cuore è quasi una festa.
Io le chiamo le streghette.
Ecco le streghette! Che avete combinato oggi?
Loro ridacchiano, si mettono a parlare tutte insieme, mi mostrano un gioco nuovo, le scarpe con i brillantini (embè), una ferita di guerra. Poi trascino via Anna che si rotola a terra urlando "Non è giusto non è giusto, non puoi portarmi viaaaa".
Mi fanno una tenerezza immensa, hanno dodici anni in quattro eppure sono davvero piccole donne: le guardo e mi sembra di vederle fra dieci, vent'anni, ognuna con il suo carattere, il suo sorriso, la sua voce e le amiche del cuore con cui dividere i sogni, i pensieri e le paure.

Sabato scorso, dopo una bellissima giornata passata con le amiche, sul pullman dove viaggio salgono alcune ragazze, evidentemente di ritorno dallo struscio del sabato pomeriggio nel paesotto lì vicino.
Avranno 14, 15 anni e il look tipico dell'adolescente in libera uscita: nel senso, sono vestite tutte uguali, stessa pettinatura, stesso trucco. Ma non c'è niente di male, si sa che a quell'età conformarsi al gruppo è vitale (e ancora mi ricordo le mie turbe quando mia madre mi costringeva a "vestirmi bene"!!!).
Sono giovani, sono allegre, sono belle.
Salgono sul pullman spintonando tutti e parlando a voce altissima: sembrano non accorgersi nemmeno di essere in uno spazio ristretto pieno di gente, loro se ne fregano, bastano a se stesse.
Risate sguaiate e una caterva di parolacce che farebbero impallidire un portuale; pure un paio di bestemmie, che ci stanno sempre bene. Commentano le persone incontrate nel pomeriggio, non risparmiando epiteti da brivido (Signore, fa che fra dieci anni non mi trovi su un autobus insieme a un gruppo di 15enni che parlano di mia figlia!!!) né uscite tipo Io quello là me lo ....
Il peggio però si raggiunge quando sale sul pullman un signore anziano, un po' malmesso e forse anche un po' strano, che riesce a fatica a attraversare il gruppetto per raggiungere un sostegno a cui aggrapparsi e lancia un paio di sguardi insofferenti di troppo.
Se ne accorgono subito e iniziano a prenderlo di mira senza pietà, rese forti, invincibili e spietate dal loro essere tante, vicine, uguali; prima un paio di sgradevoli commenti fra di loro, poi a voce più alta, improvvisano addirittura una canzoncina di scherno.
Il vecchietto le apostrofa in modo altrettanto sgradevole....ma è solo una persona anziana, sballottata in un autobus buio e affollato, disorientato dalle grida di dieci adolescenti.
Fa pena, davvero.
Ma loro non hanno pietà di niente e di nessuno, vedono solo se stesse e un'occasione per divertirsi e testare la loro forza, la loro capacità di sfidare le regole degli adulti (porta rispetto agli anziani).
Sono dieci minuti brutti, e tristi.
Guardo in faccia quella più vicina a me, le dico di smetterla: quella mi volta le spalle, non si girerà più dalla mia parte.

Penso che quel signore potrebbe essere mio padre, fra un po' di anni.
Penso alla Princi, alle sue amiche streghette.
Saranno così fra dieci anni. Saranno così?
Sono ragazzi, i ragazzi sono così. Sono davvero così? Sempre? Per forza?
Sono io che sono diventata un po' bacchettona. Davvero?

*parliamo di streghe, visto che sembra che sia obbligatorio "festeggiare" Halloween, altrimenti non siamo abbastanza moderni e globalizzati.

lunedì 25 febbraio 2008

aspetta e spera

Bah, non posto nemmeno la newsletter, che praticamente dice "attenzione, stai per partorire, iol tuo bambino è grasso e pronto ad atterrare".
Qua non succede niente. Non è grave, dopotutto è la 39esima settimana, ma come al solito io ho fretta, scalpito, mi ero straconvinta che la Principessa sarebbe arrivata con un po' di anticipo, e invece come ogni VIP che si rispetti la Signorina si fa attendere.
Nel fine settimana ho cercato di farle capire in tutti i modi che è ora di sloggiare: sabato, tour de force di shopping in centro, con tanto di aperitivo, cena al ristorante e passeggiata digestiva successiva...sono tornata a casa strisciando (dopo aver visitato le toilettes di tutti i bar e negozi della città) con dei dolori terribili ma poi non è successo niente.
Ieri era una giornata meravigliosa: il PDMF e io abbiamo fatto una bellissima passeggiata sulle colline vicino a casa nostra, pensando che forse la prossima volta scarpineremo spingendo un passeggino urlante ...alla fine ero così stanca che gli ho proposto di abbandonarmi lì, in mezzo a un campo, e tornare a prendermi con l'ape del nostro vicino di casa...
Ma lei, niente. Anzi! Una volta a casa ha iniziato un balletto di calci, sculettamenti e gomitate che è durato qualche ora, portandomi finanche alla disperazione : poi il papi le ha fatto un discorsetto a bassa voce e miracolosamente si è messa buona.
Insomma, la cova continua.

giovedì 21 febbraio 2008

luna!

Stanotte "fa la luna", come dice mia nonna.
Sembra che sta cosa della luna sia statisticamente provata, nascono il doppio dei bambini in questi giorni (le ostetriche del corso preparto seguono le fasi lunari con terrore )...ma qualcuno sa il perché?
Cioè, mica c'entreranno le maree? Tipo che la luna attira le acque del mare E ANCHE le acque nelle pance delle mamme? Suvvia, è troppo una cazzata.
Va beh, in ogni caso, ho i miei dubbi che Anna sbarcherà sulla terra stasera o nei prossimissimi giorni...è vero, la pancia è più bassa e sento distintamente dei frequenti doloretti "laggiù", proprio come se qualcosa facesse pressione per uscire , ma...nient'altro.
Uffi, sembrava dovesse nascere un mese fa, e invece si farà di certo attendere e nascerà di 70 settimane! ARGH!
L'unico contento è il PDMF che se la fa addosso peggio di me (w gli uomini coraggiosi..qualcuna ne ha visto uno in giro?)
E poi stanno iniziando ad arrivare tonnellate di sms e telefonate impazienti di amici, parenti, conoscenti, colleghi ecc., sempre sullo stesso tono: "EMBE'? CHE ASPETTI? NIENTE DI NUOVO?"

lunedì 7 gennaio 2008

MONITORAGGIO

33ESIMA SETTIMANA


Come si modifica il tuo corpo

Stai mettendo su poco meno di mezzo chilo alla settimana, e grossomodo meta' di questo aumento e' dovuto all’incremento di peso del feto. In effetti abbiamo sfondato la barriera dei 10kg, ma devo dire che è praticamente tutta pancia...almeno spero.
Il tuo bambino sta infatti accumulando depositi di grasso che gli serviranno dopo la nascita.  E' vero!! La piccola nell'ultima eco aveva delle guanciotte niente niente male  Qualche volta puoi sentire piccoli sobbalzi nel tuo utero: non ti preoccupare, probabilmente al tuo bambino e' venuto il singhiozzo.  spesso, povera cucciola..
E’ opportuno indirizzare la tua sessualita' verso tenerezze e coccole, perche' la penetrazione e l’eiaculazione possono favorire la rottura delle acque e la comparsa del travaglio.  Ecco...




 

Come cresce il tuo bambino  

Il suo peso e' ora di 1,9 kg e la lunghezza e' di 30 cm (dalla testa al coccige) e 41 cm (dalla testa ai piedi). ennò, siamo più alte, noi, ihiihi
Il tuo bambino produce regolarmente il surfactant, una sostanza molto importante per il corretto funzionamento dei polmoni perche' impedisce loro di collassarsi durante l’ispirazione: di conseguenza un bambino nato dopo questa settimana ha una minore probabilita' di andare incontro alle difficolta' respiratorie tipiche dei prematuri. Se il bambino che aspetti e' un maschio, i testicoli dovrebbero essere ormai discesi all’interno dello scroto.
Il feto si muove un po’ di meno poiche' ha meno spazio per le sue capriole e le sue contorsioni, ma i calci ed i pugni si sentono bene!
Alla faccia del muoversi meno...qua l'attività motoria è incessante!!!

 

Detto questo, aggiorniamo un attimo gli/le zii/zie di blog sulla visita di venerdi:

- la buona notizia è che Anna sta proprio bene, cresce e incicciottisce che è una meraviglia...abbiamo guardato ben bene il musetto (finalmente abbiamo visto le orecchie, che finora non avevo ben individuato, ero un po preoccupata!!), bello rotondetto come una mela, addirittura si vedono i capelli!!! Come già visto, è un po' più alta della media, ma questo non ci disturba affatto...Da brava bambina si è già messa in posizione "di sparo" e non ha fatto che rigirarsi tutto il tempo per farsi vedere da tutte le angolazioni...

- la notizia un po' meno buona è che la placenta della mamma sia un pochetto più vecchia del normale, e soprattutto che il collo dell'utero sia un po' troppo accorciato.... Niente di grave o preoccupante, ma il commento di Hitler "Ehi, vediamo di tenerla in pancia per almeno un altro mesetto" non suonava proprio rassicurante!!!

Odio le persone lamentose e ansiose, in particolare le donne che vivono la gravidanza come una malattia (a meno che la malattia non ci sia per davvero, ovviamente...), ed ho cercato di prenderla nel modo più naturale e dinamico possibile.
Ma questa volta mi sono sentita veramente in colpa:

Hitler (ravanando...lì): Uè, ma HAI AVUTO DELLE CONTRAZIONI???
Io: Ehmm...no, cioè, si, CREDO di sì, ma poche, e poi non facevano male...
Hitler : Sono sempre contrazioni, bisogna starci attenti perché qui il collo dell'utero è un po' troppo accorciato...
Io: ma io pensavo che fosse normale...insomma, tipo contrazioni preparatorie...


Hitler : Sì, ma dalla 35-36esima settimana.

Morale, mi faccio una settimana di Vasosuprina, se continuano ci andiamo di Miolene e a casa ferma e buona.

Ecco.

Adesso ovviamente sono nel pallone e mi faccio una X sull'agenda per ogni contrazione...ieri erano 4.

Paura!!!







martedì 20 novembre 2007

monotoniamammesca

...cioè, io lo so che sono noiosa e barbosa per chi mi legge, ma quando dopo una giornata di lavoro LEI si sveglia, per l'appunto proprio all'ora di uscire dall'ufficio, e comincia a rotolarsi di qua e di là come se volesse dirmi "eiiii! ci sono anche io! portami fuori di quaaa!!!"... beh, mi sciolgo.


Insomma, io sono tanto contenta che tutto proceda per il meglio, che mi posso permettere di andare al lavoro, guidare, fare le mie cose più o meno come prima, che il fisico regga ancora bene...


...ma mi piacerebbe tanto avere un po' di tempo in più solo per me e lei, per stare tranquille sedute da qualche parte ad ascoltarci e coccolarci, a conoscerci meglio e a prepararci per il grande giorno!
Mi piacerebbe avere il tempo di stonarmi a forza di confrontare camerette, passeggini e biberon...e di buttarmi a capofitto nella decorazione della tua camera, cucendo bambole e pupazzi, dipingendo quadretti, colorando lampade e ricamando tende...


Mi piacerebbe tanto che il PDMF avesse meno preoccupazioni di lavoro e familiari e la sera e nel we fosse meno stanco e nervoso...vorrei che anche lui si godesse di più questa pancia che cresce e cresce.


Ma non mi lamento, sono ugualmente la donna più felice del mondo...

lunedì 19 novembre 2007

Grave, gravissimo errore.

Quando tempo fa l'ho comperato, mi sembrava caruccio: uno di questi affari che vanno tanto di moda, a metà fra il maglione lungo e il vestitino di lana, con un bel fiocchetto stile impero sotto il seno.


Tutto a righine colorate, molto allegro e giovane: mi è sembrato la scelta giusta per una giovane mammina che vuol mostrare al mondo la sua panciotta.



Gravissimo errore: le righe orizzontali sono IL MALE!!!
Assomiglio ad un cocomero, a un canotto, a una mongolfiera!


Il PDMF mi guarda e sorride e dice "Come sei carina stamani":
Lo odio, è un falso impostore bugiardo.

venerdì 2 novembre 2007

mi devo preoccupare?

L'altro ieri ho fatto giusto un salto da Hitler, per mostrargli il referto dell'eco della settimana scorsa, e gli esami.
Gli ho anche fatto presente che secondo me 196 mm di circonferenza cranica a 5 mesi mi sembra un'esagerazione (in realtà è il PDMF ad essere perplesso sul tema): mi ha guardato con una espressione vagamente sprezzante (ma chi è qui il Gran Visir degli uteri, il Mago della gnocca, il Santo Protettore dei feti???Io o te?) e ha detto che non è vero.
E poi ha detto che le femmine hanno in genere la capa più piccola e il cervello più piccolo dei maschi: ma lui è un femminista, eh...Darei il potere alle donne, ci sarebbero meno guerre ( che banalità...ma poi, sei sicuro?)


A parte questo, mi ha detto che il mio utero si è leggermente accorciato e di non strapazzarmi e di non sottovalutare eventuali contrazioni.

Dall'espressione sembrava tranquillo, ma ciò potrebbe dipendere da una paralisi facciale dovuta ad un uso smodato di lampada abbronzante.

martedì 23 ottobre 2007

panico? panico!!!

fra un'ora vado a fare la morfologica e sto di merda.


ho pure un fastidioso doloretto in basso alla pancia che non avevo mai avuto..da ieri sera.


e si, lo so che devo stare tranquilla. ma non lo sono manco per niente.


martedì 2 ottobre 2007

Dicono che....

...puoi sentire le voci mie e del tuo babbo, che percepisci i miei stati d'animo, che condividi le mie emozioni e compagnia bella.


Beh, cara la mia Microba, io spero proprio di no, o quantomeno spero che in questo periodo tu sia in altre faccende affaccendata, tipo imparare a muovere tutte quelle dita che ti sono spuntate, trovare la posizione giusta dentro la pancia, e farti delle belle dormite...perché in questi giorni c'è ben poco di divertente o rilassante o edificante da condividere. Sono stanca, forse perché non dormo bene, dunque nervosa & scazzata, ho troppe cose da fare, e tuo padre pure è pieno di preoccupazioni sul lavoro e fuori, e di conseguenza litighiamo un giorno si e uno no.


Ora, cucciolotta, a questo ti ci dovrai abituare, perché noi due non siamo una coppia picci-picci, ma proprio per niente per niente, abbiamo entrambi la testa dura come il legno e vogliamo sempre aver ragione....il bisticcio è all'ordine del giorno, in genere sulle stupidaggini (eh si, perché sulle cose serie andiamo d'accordissimo!), quindi un po' di casino - urlacci, porte sbattute, sgommate di auto - lo sentirai sempre.


Però, cavolo, ci vorrebbe un po' di tregua.  
Mi immaginavo di passare la gravidanza distesa su un divano a sferruzzare golfini, leggere libri di puericultura e mangiucchiare di tutto...in realtà siamo praticamente a metà del viaggio e ho una vita più frenetica che mai (e manco so fare la maglia, e nessun altro della mia famiglia, quindi scordati le scarpette artigianali!!!).


Passerà, eh, nanetta, passerà.


lunedì 1 ottobre 2007

Bleargh

Era troppo bello che mi fossero passate nausee&bruciori di stomaco.
Stavo troppo bene.


 Qualche bastardo mi ha attaccato un virus cattivissimo, e vomito un paio di volte al giorno (e/o notte) da tre gg. Praticamente sto digiuna da due giorni.


Che devo fare? Chiamare il dottore? Chiamare Hitler? Aspettare che passi?
 in tutto questo alla povera Microbina che le succede?

mercoledì 26 settembre 2007

BREVI NIUS

Allora, qua mi è letteralmente esplosa la pancia...ma può essere che fino a qualche gg fa c'era poco o niente e adesso eccola lì impertinente, tonda e molto molto molto visibile?


Stamattina ho allegramente depositato nel wc la mia colazione subito dopo averla ingerita...qua o il microbo non gradisce i corn flakes (ma i biscotti con la nutella si ehhhh microbo tentatoree) oppure mi son beccata un virus...non sto niente bene.
Da perfetta imbecille sono venuta ugualmente al lavoro.


Poi. Fra tre ore e mezzo ti rivedo, mio nano piccolino. Come sempre tremo di paura, accidenti a me.

lunedì 17 settembre 2007

"...dici bene, tu i figli non li hai: vedrai quando nasce!"

...questa risposta, e la sua compagna "ehhh, ma DIPENDE DAL BAMBINO" me le sento ripetere quotidianamente da un sacco di tempo (più o meno da quando i miei amici hanno iniziato a riprodursi), con un incremento vertiginoso da quanto IO mi sono riprodotta.
Me le sento ripetere ogni benedetta volta che mi azzardo a aprire bocca.


E sinceramente, sono uscite che mi restano sul gozzo, perché di fatto mirano a tagliarti le gambe in ogni conversazione, o scambio di idee o discussione che dir si voglia in cui la mamma (ma anche qualche papà) sente in qualche modo messa in discussione la sua capacità educativa.


Nano, io vorrei, per quanto possibile, non trasformarmi in una mamma del tutto priva di obiettività, per la quale il suo bambino ha sempre ragione anche quando si comporta in modo oggettivamente insopportabile, che va sempre assecondato anche quando fa i capricci, che va protetto come fosse di vetro.


Mi piacerebbe farti capire che nella vita ci sono delle regole da seguire, e che queste regole hanno un fondamento che spesso è il rispetto per gli altri e la civile convivenza. E vorrei fartelo capire con le buone, e se non basta, non aver paura a farti gli occhiacci o metterti in punizione.


Perché nano, io penso che amare vuol dire mettere in condizione di crescere forte, indipendente e equilibrato.
E di bambini così sinceramente ne vedo pochi in giro: ma questo non lo posso dire, perchè ancora nn sono mamma