Una volta sola non bastava.
La Princi ha pensato bene di ri-spaccarsi la testa, questa è la seconda volta in due mesi, gettandosi a volo d'angelo contro lo spigolo del battiscopa della cucina.
Roba che - ripercorrendo a posteriori la dinamica della caduta - se volessimo ripetere la traiettoria che ha preso il suo corpicino non ci riusciremmo nemmeno fra mille anni.
Il tutto durante una tranquillissima mattinata passata in casa a colorare, mentre semplicemente accennava un passo di danza a beneficio di babbo&mamma che se ne stavano seduti a mezzo metro da lei.
Io non ho parole: a che serve sgridarla se vuole arrampicarsi sugli alberi, tuffarsi fra gli scogli da sola e attraversare la strada saltellando se poi si spacca la testa nel posto più sicuro del globo con i genitori presenti??????
Da madre coraggio quale sono appena l'ho vista planare mi sono coperta gli occhi e ho iniziato a urlare un decimo di secondo prima di lei.
E mi sono rifiutata di guardare, piombando nel panico più assoluto allorché l'efficientissimo Babbo, dopo aver dato un'occhiata, ha afferrato un asciugamano, gliel'ha messo in testa e ha detto tre semplici parole: Pronto Soccorso, subito.
Piangendo in stereo ci siamo precipitate all'ospedale, dove solertissimi e devo dire gentilissimi medici e infermieri si sono presi cura della piccola ferita.
Cioè l'hanno immobilizzata e le hanno messo 5 punti in testa.
Non auguro a nessuno di vedere il proprio nano duenne sparire sotto un telo verde e sentirlo urlare "fa male! cattivi! cattivi! aiuto mamma!".
Mi rendo perfettamente conto che è veramente una cosa da niente, ma spezza il cuore, e mi vengono i brividi al solo pensare quello che devono passare i babbi e le mamme dei bambini veramente ammalati.
Quando i signori di verde vestiti mi hanno visto diventare verde e ondeggiare pericolosamente mi hanno caricato su una carrozzina e sbattuto fuori (proprio fuori,direttamente nel piazzale del PS!) prima di dover ricoverare pure me.
Poi babbo ha portato fuori un fagotto un po' sanguinolento dal quale è spuntata una manina che stringeva due cerotti e una vocetta tutta allegra "Guadda mamma, i ce'otti per le bambole!!!!".
Ecco. Un cerotto in testa ed è tutto dimenticato.
Due minuti dopo ululava attaccata alla porta della stanzetta dei bambini del Pronto Soccorso perché non voleva andarsene (è piena di giocattoli) e noi ci guardavamo, bianchi come cadaveri e distrutti dall'ansia, incerti se mollarla lì per davvero.
Speriamo che non rimanga una cicatrice troppo brutta altrimenti i casi sono due
- dovrà portare al frangetta a vita, tipo anche a 60 anni
- ci chiederà come regalo dei 18 anni un interventino di chirurgia estetica per eliminare il segno, dando a noi la colpa per non averla controllata e salvata da se stessa.