Sono tornata al lavoro e alle mie letture blogghesche. E fra le prime, lei e in particolare questo post.
E insomma, devo dire che a volte mi sento intrappolata, imprigionata da quella Nanerottola minuscola così bisognosa di amore, cure e attenzioni, che balza sempre al primo posto, scavalca ogni priorità e ogni progetto, se ne frega altamente di quello che vorrei (anzi, vorremmo) essere e fare..perché per lei noi siamo il suo mondo e siamo al mondo solo per lei.
E questo è perfettamente giusto, lei è la prima cosa, la più importante.
Ma...non è l'unica.
Non voglio perdermi nelle solite lunghe e noiose disquisizioni già dette e ridette sull'essere mamme ma anche donne e anche compagne e anche amiche e anche lavoratrici ecc ecc.
Non lo so cosa voglio dire...forse solo lamentarmi un po' perché da due anni a questa parte tante cose sono cambiate. Perché io e Babu eravamo sempre circondati da tanti amici, fuori e dentro casa, ci piaceva partire per qualche wikendino (magari in tenda o in alberghetti scalcagnati ), insomma, eravamo...liberi.
Oggi ci sono amici un tempo strettissimi che vediamo una volta ogni mai, con grande dispiacere nostro e loro, perché anche se ci vogliamo bene abbiamo vite tanto diverse che spesso incontrarci è una scommessa.
Oggi se decidiamo di uscire a cena bisogna vedere se il ristorante è a misura di bambino, se non è troppo lontano, se gli orari sono praticabili.
Oggi se siamo invitati a una festa di capodanno ci informiamo su quante persone partecipano, se ci sarà troppa confusione, se c'è spazio a sufficienza per giocare, se c'è un letto su cui farla dormire.
Oggi studiamo il meteo per decidere se concederci quella tanto desiderata gita fuori porta.
E alla fine magari tutto va a monte per un colpo di tosse o una linea di febbre.
Tutto quello che era facile e spontaneo diventa complicato, da organizzare.
D'altra parte non siamo genitori sportivi che si portano il bambino ovunque, e magari sbagliamo, perché il più delle volte siamo rimasti stupiti della sua adattabilità e resistenza alle situazioni nuove...o magari abbiamo ragione, perché conosco i miei polli (o meglio la mia pulcina) e so che i suoi spazi, i suoi ritmi, i suoi giochi le danno sicurezza e tranquillità...e di conseguenza la danno a noi.
Io sono parecchio soggetta alle pippe mentali, anche questo è vero.